“Dall’anima in su” – Maddalena Crepet


Voto: 4 stelle / 5

Una manciata di esistenze ai bordi del proprio io, della vita, della società, della Storia abita il libro “Dall’anima in su” a firma Maddalena Crepet con illustrazioni di Sergio Kalisiak (Armando Editore 2025, 129 p.). È una raccolta di racconti su diverse sfumature di emarginazione, volute, imposte, necessarie di chi non si sente necessario, non lo è più, non lo è mai stato.

Ringraziamo l’ufficio stampa 1A comunicazione e la casa editrice per la copia cartacea ricevuta in omaggio.

Trama di Dall’anima in su

Una coppia vive un amore proibito senza futuro. Un’altra attende la fine del mondo in un count down lucido e liberatorio. Nessuna consolazione ultraterrena, rimpianti pochi, perché il pensiero corre ai “mai più” che dopo l’ultimo atto faranno la differenza:

In tutta questa grande esplosione si erano spenti i ladri, quelli che avevano creato una guerra virtuale e anche quelli che l’avevano creata reale. Quelli che ci avevano tolto i sogni, e poi il sonno. Quelli che ce l’avevano restituito, a suon di stordimenti chimici. Quelli che avevano distrutto le terre, e poi le famiglie. Così ho sperato davvero che fosse l’ultimo giorno del mondo

Una ragazza sembra ossessionata dalle dimensioni delle sue mani, ma non è dismorfobica. All’osteria un tipo eccentrico racconta le sue origini. Due artisti divisi dalla fede pittorica sperimentano le incognite del successo e della militanza politica. Una donna non accetta il perdono di chi si è macchiato del peggiore dei crimini.

Recensione

“Dall’anima in su” comprende otto racconti eterogenei per lunghezza, ambientazione, trama, punti di vista, che vengono saldati da una scrittura misuratissima nel segno della sottrazione e del non detto. Malgrado la giovane età, Maddalena Crepet dimostra una notevole padronanza del mezzo espressivo di cui il lettore sente personalità e intelligenza. Le vicende obbediscono a una grammatica interiore per scavare nelle relazioni interpersonali; nelle pieghe dell’amore, dell’amicizia, della solitudine, di un io in difficoltà. Ciò determina un contrasto tra le braci emotive dei personaggi e il controllo formale.

I racconti mettono in scena figure sull’orlo della vita che cercano il loro posto nel mondo anche quando il mondo è a un passo dalla fine. Ma proprio agli sgoccioli, questione di ore, di minuti, di secondi come accade in un racconto bello e commovente. Ogni storia prende forma, con ampi spiragli interpretativi, dal confronto tra più interlocutori. E la cifra del racconto sintetizza efficacemente il vulnus dei protagonisti, pur spiegando il meno possibile.

Il nome

Qualità della scrittura a parte, emerge l’attenzione riservata al nome proprio e alla fisicità poiché entrambi hanno a che vedere con l’esserci, che nella raccolta svolge un ruolo centrale. Dare un nome alle persone significa farle esistere. Analogamente a farci stare al mondo è il corpo, la casa che abitiamo tutta la vita.

Il nome si ratrappisce in un diminutivo estraneo al soggetto in crisi (Lena) o in un epiteto parlante (Cenci e Cecia). Svela temperamento e segreti con la forza della metafora, dell’onomatopea, dell’analogia (La Bestia, Il Ringhio, Valentina). Richiama la stirpe (Nasco). Manca, quando il soggetto rappresenta il noi della collettività (“Il perdono”).

Il corpo

Giocando su dimensioni, aspetto, caratteristiche, l’autrice isola, ingrandisce, deforma a fini simbolici e psicologici alcune parti del corpo come in una scomposizione cubista: “La bassezza di chi la vita prima la schiva, poi l’aggredisce”. Ecco allora il ghigno, la mano, il cuore, una testa che trovano il loro corrispettivo nelle illustrazioni. Appartengono a corpi pulsanti di sentimenti, emozioni; di giovinezza, in declino, imperfetti, emaciati, massicci; nei traslati ne sentiamo ogni fibra: “frasi d’amore strappate alla carne”, “la malinconia si fa carne”.

“Dall’anima in su” di Maddalena Crepet è una raccolta da leggere piano per cogliere il peso delle parole, la leggerezza dei passaggi, l’impatto di ellissi, vocaboli desueti o sgangherati e identità nascoste.

Un libro semplice in apparenza, elaborato nella costruzione di ogni racconto, scritto molto bene.

Il volumetto è arricchito dalle illustrazioni in bianco e nero del disegnatore Sergio Kalisiak, potenti, misteriose, espressive. Tratto marcato, masse scure a delineare i volumi e il bianco per dare tridimensionalità. Qualcuno spia un amplesso dalla finestra. Che sia un delitto? Una bestia dagli occhi multipli incombe minacciosa come un sogno surrealista. Per chi danza la creatura dalla chioma serpentiforme, i palmi delle mani rivolti al cielo, due buchi neri al posto degli occhi? Sono immagini forti che catturano il genius loci di ogni racconto, ne fanno affiorare l’anima e liberano l’invisibile.

Maddalena Crepet

Una laurea in Storia contemporanea, ha frequentato la scuola Holden di Torino. Rientrata a Roma, lavora come ufficio stampa e consulente editoriale. Ha all’attivo il romanzo “Ci siamo traditi tutti” del 2024 e racconti per riviste letterarie.

Sergio Kalisiak

Illustratore, designer, videomaker e una laurea in arti grafiche, collabora con piccole realtà editoriali. Ha pubblicato “Storie di Brace. 43 racconti silenziosi”, “Arrivederci, Waterville”, “Esperimenti Notturni”.

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