“Diario di una mamma giornalista” – Veronica Marcattili

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Voto redazione

4 stelle
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7

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“Diario di una mamma giornalista” è l’opera prima della giornalista Veronica Marcattili, che ha visto la luce a novembre 2021 per Ianieri Edizioni. Ringraziamo la casa editrice per la copia cartacea in omaggio.

Trama di Diario di una mamma giornalista

Subito nell’introduzione viene spiegato che la forma diaristica promessa nel titolo è inusuale, perché non viene tradotta dalla scansione temporale tipica dei diari ma ne mantiene l’intimità.

Come una lunga conversazione, l’autrice infatti racconta in prima persona e con fluidità le peripezie necessarie per essere una mamma e una libera professionista: due mestieri full time difficili da conciliare già normalmente, figurarsi in tempi di pandemia.

“Questa professione è una grande fregatura. Di libertà e di schiavitù”

C’è un modello di maternità giusto e uno sbagliato? È negativo se tra le prime parole di una bambina ci sono quelle che sua madre usa per aprire il “giro di nera”? Non è forse un tempo di qualità anche quello speso in DAD con la figlioletta e i propri limiti di manualità, senza pensare che subito dopo la postazione andrà liberata per il computer e gli appunti della mamma?

Recensione

“Diario di una mamma giornalista” è un racconto semplice e confidenziale di una quarantenne pienamente rappresentativa dei nostri giorni. Veronica Marcattili racconta senza vittimismo di dolori e cicloni che l’hanno travolta nell’ultimo biennio.

Come conferma il critico letterario Simone Gambacorta nella prefazione, la storia dell’autrice potrebbe essere la nostra. Alla sua “giocoleria” sono chiamati tutti i lavoratori e le lavoratrici che hanno anche una vita privata e una famiglia da accudire. E che a un certo punto si voltano indietro, si dicono “ce l’ho fatta” ma non sanno quasi dire come.

Il messaggio che lascia è molto chiaro e dona una scia di positività: spesso le cose fanno paura, viste da fuori, ma a volte “non farsi domande è un gran bene”: è agendo senza farci troppe domande, che possiamo dare il meglio di noi nelle difficoltà.

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moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

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