
“Elogio della Follia” viene scritto da Erasmo da Rotterdam nel 1509. Dedicato all’Amico Tommaso Moro, è principalmente una critica rivolta alla chiesa cattolica e alla sua mancanza di spiritualità, rivolgendo invece le proprie attività al compiacimento materiale dei piaceri terreni.
In italiano esistono numerosissime versioni. La più recente è quella Rusconi Libri del 2018.
Di follia e di malattie mentali parlano anche questi libri qui.
Trama di Elogio della Follia
La follia si presenta in prima persona. Dice che ha il dono di rallegrare gli dei e gli uomini. La follia giustifica ogni forma di vizio umano, in virtù dell’essere folle. Vi sono due specie di follie: una che scaturisce dagli Inferi; l’altra invece nasce dalla follia stessa e ha a che fare con le illusioni che l’uomo si autoproduce, ad esempio con storie di superstizione con le favole dei religiosi. Infatti “l’animo umano è fatto in modo tale che la finzione lo domina più della verità”.
La follia non risparmia nessuna categoria, mariti, mogli, gente del volgo, filosofi, poeti, principi, e sommi pontefici. Chi più è preso di mira sono i religiosi, che appartengono alla chiesa cattolica. Essa dilaga tra di loro, che hanno fatto della ricchezza, un loro modo di vivere, con vesti sacre ricchissime e orpelli d’oro. Non più amministratori dei beni spirituali, ma padroni di questi, e fanno uso di interdetti, condanne, anatemi, e della violenza.
La follia si accompagna sempre alla giovane età e all’ignoranza, e giungendo alla conclusione del trattato, ricorda un detto greco: “spesso anche un pazzo parla a proposito”. Si rivolge al pubblico di lettori, chiamandoli “scemi”, se essi pensano che si ricorderà di ciò che ha appena detto.
Recensione
Il breve trattato si legge in modo fluido, per il linguaggio semplice. Il tono satirico, lo rende divertente e leggero. Il tema dell’ipocrisia qui affrontato, si trasmette attraverso uno sberleffo della follia, una presa in giro verso genere umano tutto, in cui il lettore si riconosce, identificandosi al contempo, con la follia stessa, assumendone il punto di vista.
Gli argomenti filosofici i riferimenti mitologici, i rimandi religiosi, tuttavia, possono risultare talvolta molto specifici, quindi ostici, a meno che non si abbia dimestichezza con certi temi. Tuttavia lo spirito che anima il libro, supera quei riferimenti specifici, coinvolgendo il lettore in un carosello umano curioso e divertente.
Consigliato al lettore che si diletta negli scritti filosofici, trattati in modo paradossale, con l’ausilio di arguzia e genio. L’autore cerca continuamente la complicità del lettore, che lo segue nelle sue peripezie e nei suoi giochi mentali. La follia prende vita e si incarna. Si è curiosi di capire dove ci condurrà.
Stefania de’Flumeri



