“Febbre” – Jonathan Bazzi

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Voto redazione

3 stelle e mezzo

Data di pubblicazione

30 Mar, 2021
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7

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“Febbre” è un romanzo del 2019, edito da Fandango, scritto dall’autore esordiente Jonathan Bazzi e finalista al premio Strega 2020.

Trama di Febbre

Rozzano, periferia milanese. L’autore ripercorre la sua difficile infanzia di figlio nato “per caso” da una coppia di ragazzi male assemblati che Jonathan tiene insieme fin quando le divergenze tra i due non prendono il sopravvento. Jonathan cresce con i nonni mentre la madre lavora e il padre sparisce. E’ un bambino diverso, preferisce la compagnia delle bambine, mentre i bambini lo prendono continuamente in giro.

L’adolescenza è per lui un momento ancora più difficile di quanto già non sia: l’autore racconta le sue prime esperienze con uomini conosciuti nelle chat gay alla ricerca dell’amore sconfinato che non ha mai conosciuto. Racconta di sua madre e del suo compagno violento, di un padre incapace di essere padre, la scoperta della sua sieropositività, la causa di quella febbre che non lo lascia più, ma a questo punto Jonathan ha finalmente un vero uomo accanto a sostenerlo.

Recensione

La scrittura di Jonathan Bazzi non mi ha entusiasmata particolarmente, usa un tono molto colloquiale che mette a proprio agio il lettore. In qualche modo il linguaggio semplice, che pure rende il romanzo molto scorrevole, me lo hanno tenuto un po’ distante.

La musicalità del romanzo è data, inoltre, dalla doppia narrazione: si alternano capitoli al presente e capitoli in cui Bazzi ricostruisce la sua infanzia e ogni capitolo si interrompe in un punto cruciale, in cui la curiosità è alle stelle.

Certo ogni encomio possibile va a Bazzi per la sua capacità introspettiva, per il suo sapersi mettere a nudo, raccontando senza veli la sua omosessualità fregandosene di quella parte di mondo che non smetterà mai di condannarla: “Febbre” si erge a manifesto dell’omosessualità. Jonathan è un modello per chi non riesce a trovare il suo riscatto, dimostra che è possibile nascere in un quartiere malfamato, crescere senza un padre, essere omosessuale e trovare comunque il proprio posto nel mondo. Jonathan è riuscito a rendere trofei le sue cicatrici, a mutare in bellezza tutto il suo dolore.

Adelaide Landi

Recensore

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Mi piace leggere sin da quando ero bambina, nei ricordi più belli della mia infanzia ci sono libri con copertine colorate: Heidi è stato ovviamente il primo, poi Piccole donne e tutti i seguiti (di cui ricordo poco, i seguiti di un capolavoro deludono sempre), Il giardino segreto. La penna mi ha sempre chiamato almeno quanto i libri, ma non me ne sono accorta finché per caso o semplicemente perché era giunto il momento che io lo capissi, mi è stato chiaro che adoro scrivere almeno quanto adoro leggere. Mi piacciono i romanzi storici, penso che capire quello che è stato aiuti a comprendere quello che è. Scelgo un libro da leggere se penso che la sinossi stia cercando di dirmi qualcosa, in ogni libro c'è un messaggio che spera di raggiungere al più presto i suoi destinatari.

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