“Finché sarò tua figlia” – Elizabeth Little


Voto: 3 stelle / 5

Devo dire che, alla fine, mi ha sorpresa. “Finché sarò tua figlia” (titolo originale “Dear Daughter”, cara figlia) è stato scritto nel 2014 da Elizabeth Little, è lungo 419 pagine ed è un thriller psicologico pubblicato da Garzanti.

Trama di Finché sarò tua figlia

Jane Jenkins, a ventisei anni, esce dal carcere dopo aver scontato dieci anni per l’omicidio della madre: tutte le prove puntavano alla sua colpevolezza, in quanto aveva un movente.

Qualcuno, la sera prima, l’ha udita dire alla madre che la voleva morta. Inoltre, lei aveva polvere da sparo sulle mani; il sangue della madre era sotto le sue unghie. Anche il suo DNA era sotto le unghie della madre. Peccato, però, che avevano scoperto che alcune prove erano state alterate dalla polizia ed era quindi stata successivamente assolta.

Adesso, il suo unico pensiero, è scoprire la verità: è stata veramente lei ad assassinare sua madre?

Recensione

Questo libro era tra i miei scaffali da dieci anni, quindi ho deciso che era giunto il suo momento. Peccato però che, dato il trascorrere del tempo, avessi completamente dimenticato di cosa parlasse e cosa mi avesse attirato di questo libro (non leggo mai il trafiletto interno, più di una volta aveva spoilerato troppo della trama), quindi non sapevo cosa aspettarmi.

Mi sono ritrovata immersa in un thriller psicologico. E’ una storia introspettiva che affronta la psiche di una persona che è convinta della propria innocenza (almeno abbastanza) e vuole scoprire la storia di sua madre.

C’è stata una frase che mi ha lasciata perplessa, all’inizio del libro. La protagonista si chiede se dovesse uccidere qualcun altro per capire se era effettivamente stata lei ad uccidere sua madre: quale persona sana di mente penserebbe una cosa del genere? Ma è proprio questo il punto: Jane, al momento, non è perfettamente lucida, è focalizzata su un unico obiettivo e tira dritto finché non l’avrà raggiunto.

Solitamente non sono una fan dei libri scritti in prima persona, e questo purtroppo non fa eccezione. Una bella storia, ma a non mi è piaciuto lo stile di scrittura che a tratti ho trovato lento, pesante e un po’ soporifero. Si riprende però alla fine, con più colpi di scena che ti fanno macinare in poco tempo le pagine restanti.

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