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I cinque samurai

Guerrieri in armatura

Ci sono serie animate giapponesi in cui i guerrieri combattono indossando una corazza. Proprio come i samurai, la cui “armatura base” prevedeva la protezione di testa, collo, spalle, braccia, petto, basso addome, gambe e piedi. Per loro troppa roba addosso non era funzionale, perché poteva limitare le movenze e quindi rallentare i tempi di reazione. Per questo elaborarono tecniche di combattimento che contemplavano l’uso di armi leggere e maneggevoli.

I protagonisti dei 39 episodi della serie I cinque samurai (Yoroiden Samurai Troopers) – meno conosciuta rispetto a I Cavalieri dello Zodiaco – sono cinque samurai adolescenti – Ryo, Simo, Sami, Kimo e Shido –, legati fra loro da un saldo sentimento di amicizia e da un destino comune: combattere le Forze del Male, incarnate dal crudele demone Arago. Per affrontarlo, si servono di cinque armature dal grande potere, ricevute in eredità dalle rispettive famiglie d’origine.

 

Nove potentissime armature

C’è un antefatto, narrato nell’episodio 19: molto prima del periodo in cui si svolge la vicenda, Arago mette insieme un esercito di spiriti malvagi. Quando tutto sembra perduto, Ariel, leggendario guardiano della Terra, sconfigge il demone con l’aiuto di Fiamma Bianca, la sua tigre bianca, e lo confina nella dimensione oscura. Poiché la sua armatura è ancora intrisa di istinti malvagi, la scompone, ricavandone altre nove, dotate di altrettante prerogative: Giustizia, Sensibilità, Determinazione, Saggezza, Fiducia, Fedeltà, Clemenza, Franchezza e Tenacia. Cinque di quelle vestigia vengono affidate ai protagonisti. Le altre quattro, sono indossate dai quattro demoni complici di Arago. Il quale, dopo un sonno durato mille anni, ricompare nel ventesimo secolo, nella cittadina giapponese di Toyama, fermamente intenzionato a recuperare i “pezzi” della propria corazza.

Le cinque armature “buone” rappresentano i cinque elementi. Gli stessi in cui si sono trasformate le dita della mano di Buddha quando ha imprigionato l’irriverente scimmiotto di pietra Son Goku nella montagna: aria, acqua, fuoco, roccia e legno, diventati nell’adattamento italiano cielo, acqua, fuoco, terra e luce («armatura della luce» alle nostre orecchie suona più efficace rispetto ad «armatura del legno»).

 

I cinque protagonisti

Dei cinque ragazzi non si sa nulla. Quali sono le loro storie individuali? Come si sono conosciuti? Come hanno avuto le armature? Il leader del gruppo, comunque, è Ryo. Non potrebbe essere altrimenti. Il suo colore è il rosso. Il suo elemento è il fuoco. Le sue armi, le due Spade del Fuoco. La virtù legata alla sua armatura è la Giustizia. Oltre ad essere forte e determinato, possiede una grande generosità: si preoccupa spesso per la sorte dei suoi amici e dell’umanità. Il suo unico difetto è che spesso si lascia guidare dall’impulsività.

Sami potrebbe essere il secondo per importanza. Spesso lo troviamo al fianco di Ryo nei momenti critici. Il suo elemento è la luce. Il suo colore, il verde. La sua arma, uno spadone. La virtù legata alla sua armatura è la Sensibilità. È il più intuitivo: vede cose che sfuggono agli altri. Si distingue per essere un tipo molto riflessivo, anche in combattimento.

La funzione di Simo è quella di mitigare gli ardori di Ryo e Shido. Il suo elemento è l’acqua. Il suo colore, l’azzurro. La sua arma, un tridente. La virtù legata alla sua armatura è la Fiducia. Come ogni samurai che si rispetti, il ragazzo è sempre pronto ad ascoltare gli altri. Combatte, sì, ma soltanto quando lo scontro diventa inevitabile.

Shido è il forzuto del gruppo. A lui vengono affidati i momenti comici della serie. Il suo elemento è la terra. Il suo colore, l’arancione. La sua arma, una lunga e massiccia lancia. La virtù legata alla sua armatura è la Determinazione. Adora combattere e si getta nella mischia senza pensarci troppo. Siccome, però, non è esattamente un’aquila, finisce spesso nei guai e cade nelle trappole che gli tende Rasta, il demone delle illusioni.

Kimo, infine, è una via di mezzo tra la riflessività di Sami e l’irruenza di Shido. Il suo elemento è il cielo. Il suo colore, il blu. Combatte servendosi di un arco, l’arma originaria dei samurai. La virtù legata alla sua armatura è la Saggezza. Sa sempre cosa fare, quando fare e come farlo, il che lo rende meno vulnerabile rispetto ai suoi compagni.

I cinque hanno due “aiutanti”: Ambra, un’assistente universitaria che si occupa di mitologia e leggende del passato, e Danny, un ragazzino patito di skateboard. Su tutti loro veglia Ariel, che veste come un giapponese d’altri tempi. Non ne mostrano mai il viso per intero, ma soltanto naso e bocca. Possiede un bastone dai grandi poteri, sulla cui punta spiccano degli anelli. È sempre di grande aiuto, dispensando consigli o intervenendo in prima persona.

 

I quattro demoni

Dalla parte opposta troviamo quattro demoni, che indossano le altre quattro armature ricavate da quella di Arago. Kratos è il demone dell’oscurità. Rappresenta il contraltare di Sami, che trae la sua forza dalla luce. Krana, invece, è il demone del veleno. Ha in dotazione ben sei spade avvelenate. Il già citato Rasta, demone dell’illusione, si diverte a manipolare le menti e ideare piani complicatissimi. Il suo bersaglio prediletto è Shido, vale a dire il meno sveglio tra i samurai.

Demon, il Demone Supremo, merita qualche parola in più. Intanto, perché è il leader del gruppo, poi perché è un essere umano plagiato da Arago. Non gode della simpatia dei suoi “colleghi”, e non fa molto per guadagnarsela. È una figura complessa e decisiva. Il suo profondo senso dell’onore lo porta spesso a criticare aspramente il comportamento del suo signore e padrone. Considera, infatti, una vigliaccheria combattere contro un avversario inerme. Passa dalla parte del bene grazie alla mediazione di Ariel, del quale eredita vestiti e bastone: il guardiano della Terra, infatti, muore per mano di Arago. All’inizio, i cinque samurai non si fidano di lui, ed è comprensibile. Riuscirà a convincerli del suo cambiamento.

 

La vicenda de I Cinque Samurai

La prima delle due parti in cui è suddiviso questo anime (episodi 1-19) inizia nel bel mezzo dell’azione. I protagonisti vengono sconfitti da Arago e sparpagliati in giro per il Giappone in uno stato di animazione sospesa. Bisogna “svegliarli” e liberarli. Una volta tornati insieme, comincia la battaglia. Nell’episodio numero 19, Arago viene sconfitto da Ryo, il cui corpo si riveste di una spettacolare e bianchissima armatura, appartenuta al leggendario Imperatore Brilliant.

La pace sembrerebbe tornata sulla Terra. Non è così. Il nemico scoppia di salute e non ha intenzione di mollare. Nella seconda parte dell’anime (episodi 20-39) succedono diverse cose. Ryo si procura le due Spade del Fervore, da utilizzare con l’armatura bianca. Demon, come già detto, si unisce ai cinque samurai.

Ognuno di loro inizia ad allenarsi singolarmente allo scopo di perfezionare i propri poteri. L’obiettivo principale è svuotare la mente e portarla ad agire in perfetta armonia con il corpo. Devono poter utilizzare le armature senza cedere all’odio, perché così facendo le esporrebbero a sentimenti negativi. Terminato questo addestramento-lampo (ogni samurai “matura” nello spazio di un solo episodio), lo scontro si sposta nel Regno del Male.

Ci sono due nuovi avversari da affrontare: Lady Kayura, una pericolosissima moretta tanto bastarda quanto bella, e Oroki, il capo supremo degli spiriti della terra. È lui a raccontare la storia dell’armatura bianca, creata in tempi assai lontani, quando odio e oscurità regnavano sul mondo. Fu concepita per portare la luce tra gli uomini. Naturalmente Arago vuole impadronirsene.

Nel frattempo, sulla Terra, Demon Ambra e Danny si procurano il Gioiello della Vita, uno dei tre tesori sacri, insieme alle Spade del Fervore e all’armatura bianca. Apparteneva anch’esso a Brilliant, e la sua comparsa risale a più di mille anni prima. Degli uomini pregarono affinché il Male avesse fine, e le loro preghiere generarono questo ninnolo a forma di virgola. I tre raggiungono i samurai nel Regno del Male. Non manca il colpo di scena. Kayura nasconde un segreto: è l’ultima discendente del clan cui apparteneva il defunto Ariel. Anche lei è stata plagiata. Ci pensa Demon: in un colpo, “sveglia” la ragazza e nautralizza Oroki. L’impresa, purtroppo, gli costa la vita. Ma in questo modo può riscattare ampiamente gli errori del passato.

Il finale è scoppiettante: Arago torna sulla terra per portare il male nel cuore degli esseri umani. Ryo indossa l’armatura dell’Imperatore Brilliant, ma il suo avversario si dimostra più coriaceo del previsto. Decide quindi di entrare nel suo corpo. Dopo di che, invita i suoi quattro amici a colpire il demone. Dapprima esitano, perché così facendo ucciderebbero anche Ryo, ma non hanno molta scelta: demoliscono Arago. Per fortuna, il Ciondolo della Vita che Danny porta al collo s’illumina e salva l’eroe. Visto che il nostro mondo è salvo, le armature non servono più, per cui scompaiono in un turbine di fiori di ciliegio. Lady Kayura prende con sé i demoni che servivano Arago, e si reca nella terra dei desideri terreni. La serie si conclude con i cinque amici che, in abiti borghesi, giocano con ambra e Danny. Una voce fuoricampo informa gli spettatori che, in caso ce ne fosse ancora bisogno, le nove armature torneranno per difendere il genere umano dal Male.

 

Una storia di formazione

I cinque samurai è il classico anime di formazione. I protagonisti devono imparare a conoscere e a padroneggiare le loro armature che oscillano fra bene e male. Hanno grandi potenzialità positive ma anche negative. È fondamentale lo spirito di gruppo. Ambra insiste spesso su questo concetto: l’affiatamento e l’armonia sono le armi più potenti di cui dispongono i samurai. Per vincere devono unire i loro cuori: «Solo con l’affiatamento e un’intesa perfetta potete sperare di avere la meglio sulla potenza dell’Impero del Male di Arago».

Proprio il Potere di Coesione alimenta l’armatura dell’Imperatore Brilliant. Per evocarla i cinque guerrieri devono essere in perfetta armonia. E non è necessario che siano tutti presenti fisicamente. Importa soprattutto la comunione spirituale.

L’anime presenta un andamento abbastanza lineare. La struttura di ogni episodio prevede quasi sempre uno scontro a due, fra un samurai e un demone. È sempre il secondo ad avere la peggio: viene battuto, ma non ucciso. La sua sconfitta non è mai definitiva. In più, ciascun demone tende ad affrontare sempre lo stesso avversario: Demon predilige Ryo, Kratos preferisce Sami e Rasta si concentra su Shido.

I combattimenti sono anomali, perché contrariamente a quanto accade di solito in questo tipo di serie, sono brevissimi: si esauriscono all’interno dell’episodio stesso. Prima del duello, ogni samurai deve indossare l’armatura, e lo fa seguendo un rituale preciso che ogni volta si ripete con gli stessi gesti e le stesse parole. Dopo aver urlato Vestizione!, il guerriero viene circondato, su uno sfondo del tutto nero, da un turbinio di petali di ciliegio – simbolo del samurai e del Giappone – e da uno svolazzare di drappi (su cui sono casualmente dipinte delle ciliegie), con suoni ed elementi che richiamano la tradizione del teatro kabuki. Poco prima che l’assemblaggio sia terminato, il guerriero pronuncia la parola Giustizia, con un tono a metà fra il grido e il sussurro. Dopo di che, si blocca in una posa plastica. La cosa interessante è che l’unico samurai di cui ci venga mostrata per intero la vestizione è Ryo il Fuoco.

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