“Il buio è prossimo” – Simone Cozzi

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Voto redazione

3 stelle

Data di pubblicazione

12 Lug, 2021
loro-copertina
7

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“Il buio è prossimo”, ricevuto per concessione dell’editore Panda, è il quarto romanzo dell’autore Simone Cozzi ambientato a Mandello del Lario e il terzo che ha come ha protagonista Vittorio Ripamonti, il taciturno Delegato di Polizia trasferito da Milano al piccolo Comune sulla sponda orientale del lago di Lecco.

Trama de Il buio è prossimo

La vicenda prende avvio da una misteriosa scomparsa sulla quale Ripamonti si trova a indagare al suo rientro al paese dopo una complessa indagine nel capoluogo. Ben presto, però, l’indagine assume una direzione più violenta e conduce il Delegato a due misteriosi delitti che si incrociano con il passato molto prossimo della Grande Guerra.

Al di là della “trama gialla” – che comunque si muove attraverso tappe graduali, pause e colpi di scena – l’autore ha modo di mostrarci i suoi personaggi.

Li fa parlare concedendo loro lo spazio per raccontarsi e raccontare la loro visione del mondo mediante ampie riflessioni su temi svariati: la giustizia, l’amore, il sentire più o meno comune sulla morale.

La parola chiave della vicenda è senz’altro quella che ci è dischiusa già dal titolo, “buio”: un buio che non è solo quello del Ventennio, ma anche quello della cronaca violenta che Ripamonti si trova a dover affrontare e che diventa l’occasione per scandagliare le profondità dell’animo umano.

Sono pochi i personaggi che escono puliti dall’esame. Gli italiani appaiono in questo romanzo perlopiù come un popolo senza un’identità precisa e senza spina dorsale, che si piega ogni giorno di più sotto il regime fascista. Gli unici che sembrano rimanere vitali e attivi sono quelli che riescono, in un modo o in un altro, a organizzare traffici e concludere affari.

Recensione

L’intreccio de “Il buio è prossimo” si fa anche un utile strumento di conoscenza e approfondimento di una pagina poco conosciuta della Grande Guerra. Si tratta della vicenda della Legione Redenta della quale – confesso – ignoravo totalmente la storia, e della quale non farò parola per non rovinare il piacere della lettura.

È soprattutto, però, il paesaggio lacustre a farsi co-protagonista di questo romanzo. Resi ancora più suggestivi dall’atmosfera invernale, Mandello del Lario e il lago diventano la trasposizione degli stati d’animo di Ripamonti e lo specchio dell’umanità che in questo scenario si muove e agisce.

Un’umanità che pagina dopo pagina ci appare sempre più variegata e complessa, e sempre più affaticata nella ricerca di un difficile equilibrio tra le illusioni del passato e le delusioni del presente.

Lara Mei

Amanti dei libri

Recensore

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