“La pazienza del diavolo” – Roberto Cimpanelli

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Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

20 Ott, 2021
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7

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Scrivere, fortissimamente scrivere, pur di scampare al fitness: completare un noir, ben congegnato. Il primo della carriera narrativa. Tanto ha potuto la paura di finire a sudare sul tapis roulant e sotto i pesi. “La pazienza del diavolo” di Roberto Cimpanelli (Marsilio 2021) è consigliato a chi apprezza i polizieschi “alla romana”.

Papà, se non scrivi ti segno in palestra!”

Per scampare alla sorte iniqua minacciata dalla figlia, Roberto Cimpanelli non ha potuto tardare nel portare a termine la stesura di una fresca storia poliziesca, ambientata a Roma e dintorni. Finora, il neo romanziere si era tenuto alla larga dalla carta stampata, avendo a che fare con il mondo della celluloide. Romano, è stato distributore di film di successo come “Balla coi lupi”, “Dirty dancing”. Ha prodotto il debutto di Paolo Virzì (“La bella vita”). Ha diretto “Baciami piccina” nel 2006, Gran Premio del pubblico nel Festival cinematografico di Annecy. Dieci anni prima era toccato a “Un inverno freddo freddo”, con Valerio Mastandrea e Cecilia Dazzi, Nastro d’argento SNGCI al miglior regista esordiente.

Se un particolare si fa subito strada nel romanzo “La pazienza del diavolo”, è la coralità. Pur avendo in primo piano un ex poliziotto, ora libraio nel centro della capitale, si distingue per la quantità di personaggi, comprimari, generici e comparse. Un coro di caratteri della Roma attuale e reale: commercianti, insegnanti, professionisti, baristi, giornalai… la gente, i loro tic e luoghi comuni.

Ermanno era in Polizia

Ermanno D’Amore ha lasciato la Polizia dopo una brutta storia, che cerca di dimenticare dandosi al sesso infedele e compulsivo. È venuto alla luce settimino, da mamma americana e padre italiano, anche lui poliziotto. Ed è nato nel Massachusetts, nell’isola di Nantucket, il porto della baleniera Pequod nel capolavoro di Herman Melville “Moby Dick”. Non a caso si fa chiamare Herman.

Altro su Ermanno-Herman si apprenderà tra le pagine, considerata la cura che l’autore riserva al personaggio, di cui condivide la passione per la sfida ancestrale alla balena bianca evocata da Melville.

All’esordio, ne “La pazienza del diavolo” il Cimpanelli scrittore racconta una vicenda a tinte forti, se si pensa che già nell’incipit c’è il primo cadavere, conciato da fare ribrezzo, la testa trafitta da un arpione metallico. Era l’avvocato Hernandez, inchiodato alla poltrona preferita da una fiocina da sub, entrata dall’occhio sinistro e uscita dalla nuca. Sangue e materia cerebrale dappertutto.

Ermanno apprende dal telegiornale del brutale omicidio nell’elegante quartiere romano della Camilluccia. La vittima? Una persona perbene, riservata, dicono i vicini. Al lampo di un temporale estivo, l’anziano dirimpettaio ha scorto un individuo sinistro nell’appartamento di fronte, cappello calcato in testa, capelli lunghi e grigi, forse a treccia, volto bianco che sembra privo di occhi. Ha sussurrato alla moglie: “faccia bianca”, prima di perdere i sensi per un infarto.

Un vendicatore seriale

Un berretto bianco calcato i testa, occhiali scuri anche di notte, capelli a coda: sono i particolari dell’individuo che spacca la testa al pappone sorpreso a malmenare una prostituta di colore, nella pineta di Ostia. Il delinquente ha impunato un manganello, pensando di sistemare lo sconosciuto, vche gliel’ha strappato e ha colpito con violenza. “Poi mi ha fatto una carezza in testa, prima di andare via. Una persona gentile”, testimonia la ragazza.

Sempre ad Ostia, con una fiocina nel cranio è ucciso il gestore di un chiosco sul lungomare: un pedofilo, violatore di ragazzini, mentre Hernandez era stato il difensore di un politico stupratore di una ragazzina. Tirando il processo alle lunghe, aveva guadagnato la prescrizione all’imputato, poi trovato annegato a Sabaudia.

L’ex collega ancora in servizio

Stanno ammazzando quelli che abbiamo arrestato noi e l’hanno fatta franca con la giustizia”, dice Walter Canzio ad Ermanno. Anni prima, componevano una unità speciale per reati sessuali. D’Amore ha lasciato, Canzo è ancora ispettore. Ha ricevuto da mani anonime due dvd: “Per Walter ed Hermann”. Mostrano il killer dei pedofili in azione, ripreso da una telecamera GoPro.

I prossimi che farà fuori sono quelli che abbiamo acchiappato noi?”. Nel centro di Roma, tutti i conoscenti di D’Amore commentano il caso. La gente chiama er Fiocina il regolatore di conti in sospeso con la legge…

certo che la fiocina ricorda pari pari (“paro, paro“) quella impugnata dal capitano Achab nell’epica caccia all’inafferrabile cetaceo nell’Atlantico.

Fabio Massimo

Recensore

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Con Siena nel cuore e il mare sotto i piedi, leggo da bambino e "navigo" con la fantasia ancora più lontano delle rotte sui mari che una volta o l'altra intraprendo per dovere e passione.

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