“La solitudine del Minotauro” – Francesco G. Lugli


Voto: 3 stelle / 5

Il 30 giugno 2023 è sbarcato in libreria per Laurana Editore, Collana Calibro 9, il poliziesco “La solitudine del Minotauro” di Francesco G. Lugli, giornalista, scrittore e copywriter. Ringraziamo la casa editrice per la copia digitale ricevuta in omaggio.

Trama di La solitudine del Minotauro

Anche per la Omicidi alcune scene del crimine sono difficili da vedere, capire, sopportare. Come il rustico nell’hinterland milanese dove si è consumata una mattanza. Al suo interno cadaveri mutilati e l’occorrente per un ospedale da campo funzionale e ben mimetizzato. Tutto fa pensare a una sala operatoria clandestina per l’espianto di organi, effettuato con metodologie chirurgiche da manuale. Ma come spiegare il sadismo e la gratuità delle torture?

Quando aumenta il numero delle vittime brutalizzate con il medesimo modus operandi, viene istituita una squadra speciale, con base operativa al parco delle Basiliche nel cuore del capoluogo meneghino. In realtà il parco è intitolato a papa Giovanni Paolo II, ma nessun milanese usa il nome ufficiale. Capitanata dal commissario della DIGOS Remo Giorgi, la task force raccoglie professionisti affiatati. Una mente brillante e deduttiva, un maestro nelle operazioni sotto copertura, uno grande, grosso e cattivo, un ex hacker al servizio della legge e il braccio destro del capo, un mastino che l’osso non lo molla.

Dopo la fase di rito del reclutamento, inizia una caccia senza quartiere per placcare una banda internazionale dedita al traffico di organi umani, capace di fare terra bruciata dopo ogni scempio. Occorre arginare la stampa e tenere d’occhio i centri trapianti di Milano. Più difficile collegare le vittime anche se, in base alle testimonianze di amici e parenti, a un certo punto della loro vita si sono perse. Chi più. Chi meno. Malgrado gli ostacoli, fanno da volano la rabbia e la volontà di scovare i responsabili di tanto orrore. Giorgi e la sua squadra scendono in campo per strappare una vittoria che sembra impossibile:

“Il traffico illegale di organi umani è un fenomeno difficilmente rintracciabile. Passa inosservato perché i donatori sono spesso volontari e quelli involontari sono quasi sempre dei poveracci prelevati lungo tratte migratorie. Se ne scompare qualcuno a chi interessa?

Mentre gli omicidi si intensificano e gli arresti mancati si misurano in anni, i criminali ingaggiano una sfida sempre più pericolosa e ravvicinata con il commissario: è lui il Minotauro. Tra ratio e lussuria della sua indole manichea – suggerita dal nickname mitologico – riuscirà a fare pace con se stesso? A ottenere verità e giustizia?

Recensione

“La solitudine del Minotauro” di Francesco G. Lugli contamina action movie e horror, senza andare troppo per il sottile quanto a psicologia dei personaggi e tenuta strutturale. Il protagonista tende alla dicotomia. I membri della squadra giocano ruoli ampiamente collaudati. L’antagonista incarna una malvagità perversa e fumettistica così esasperata da smorzare la drammaticità dei fatti in questione. Caricano l’insieme le vibrazioni erotiche di una metropoli cupa, alla deriva e uno spaccato di maniera sul mondo della moda. Infatti, benché ambientato tra il 2011 e il 2014, riecheggiano le atmosfere da “Sotto il vestito niente”, il thriller di Carlo Vanzina sul lato glamour dell’edonismo reaganiano, nella versione Milano da bere.

L’ incipit all’insegna di Cosa diavolo sta succedendo? obbedisce alle leggi di mercato. Alcune ellissi dribblano passaggi importanti, semplificando troppo la concatenazione degli eventi. Una per tutte: in che modo la banda criminale scopre gli agenti sotto copertura?

Tra i suoi maestri l’autore segnala Andrea G. Pinketts. Da lui prende in prestito un sentimento triste della vita e l’amore per Milano, la sua città.

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