“Le braci” – Sándor Márai

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Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

18 Feb, 2022
loro-copertina
7

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Pubblicato per la prima volta nel 1942, il romanzo “Le braci” di Sándor Márai è arrivato in Italia solo nel 1998 grazie ad Adelphi.

Trama de Le braci

Più di quattro decenni sono trascorsi dall’ultimo incontro del generale con il suo miglior amico. Hanno un conto in sospeso, l’ombra di un sospetto che la distanza di spazio e di tempo ha reso più inquietante aleggia tra loro: urge, implacabile,un chiarimento.

Nel suo castello tra i Carpazi, il generale attende il vecchio amico con la pazienza che l’esperienza gli ha insegnato e la curiosità verso una risoluzione che non cambierà quello che è stato.

Recensione

Lettura trascinante che mi ha impedito l’interruzione. Márai infonde un’attenzione che non si può deporre, mentre il calore del fuoco che assiste all’incontro tra i due vecchi amici riscalda anche te.

La scrittura è chiara, didascalica nello spiegare il tormento di un uomo che appare devastato, eppure calmo. Ci accompagna passo passo nel dipanare i bandoli di una matassa che si sbroglia un po’ alla volta. Alla fine, la sensazione che rimane al protagonista e al lettore, è quella che accomuna ogni tipo di attesa: la parte migliore è quello in cui tutto è poco chiaro, lì l’immaginazione assume le forme che più ci piacciono.

Ho apprezzato molto il distacco dell’autore dal suo personaggio, che mi è parso sempre la voce per esprimere suoi pensieri. Il suo nome è Heinrich, lo scrive uno o due volte in tutto il romanzo, ma Marai lo definisce sempre il generale. Ho avuto la sensazione, forse perché anch’io scrivo e so che è molto difficile parlare di sé, che l’autore parlasse di sé e per farlo abbia usato il filtro del distacco dal suo alter ego.

L’autore ha una capacità descrittiva superba, Le braci è uno di quei romanzi che ti fa amare ciò che viene descritto, più delle vicende stesse.

“Era l’istante in cui la notte si separa dal giorno, e il mondo di sotto da quello di sopra. E forse ci sono altre cose che si separano. L’istante in cui la profondità e l’altezza, la luce e l’oscurità si toccano ancora nel mondo e nell’animo umano, in cui i dormienti si svegliano di soprassalto dai loro sogni pesanti e tormentosi, e gli ammalati sospirano profondamente perché avvertono che l’inferno della notte è terminato e sta per cedere il posto a una sofferenza più articolata.”

Sono felicissima di aver scoperto questo romanzo apprezzato da tanti lettori e di aver scoperto un autore molto interessante.

Adelaide Landi

Recensore

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Mi piace leggere sin da quando ero bambina, nei ricordi più belli della mia infanzia ci sono libri con copertine colorate: Heidi è stato ovviamente il primo, poi Piccole donne e tutti i seguiti (di cui ricordo poco, i seguiti di un capolavoro deludono sempre), Il giardino segreto. La penna mi ha sempre chiamato almeno quanto i libri, ma non me ne sono accorta finché per caso o semplicemente perché era giunto il momento che io lo capissi, mi è stato chiaro che adoro scrivere almeno quanto adoro leggere. Mi piacciono i romanzi storici, penso che capire quello che è stato aiuti a comprendere quello che è. Scelgo un libro da leggere se penso che la sinossi stia cercando di dirmi qualcosa, in ogni libro c'è un messaggio che spera di raggiungere al più presto i suoi destinatari.

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