“Le correzioni” – Jonathan Franzen

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Voto redazione

5 stelle
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7

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Nel romanzo “Le correzioni” dello scrittore statunitense Jonathan Franzen – apparso la prima volta nel 2001 e pubblicato in Italia da Einaudi – troviamo le vicende di una saga familiare, anche se ristretta a due sole generazioni, ambientata in una città americana. Dello stesso autore abbiamo recensito anche “Crossroads“.

Trama de Le correzioni

Alfred e Enid, e i loro tre figli, Chip, Gary e Denise, sono i personaggi del libro. Tutti hanno le loro ossessioni: il padre avviato ad una demenza senile e malato del morbo di Parkinson, la moglie che ambisce ad una tranquillità familiare, non importa se solo di facciata, con il desiderio di riunire la famiglia almeno per un ultimo Natale.

Non hanno vita serena neanche i figli: Chip, bambino prodigioso, ora uomo fallito; Gary, all’apparenza ben inserito nella società, ma in fondo depresso e inconcludente; infine Denise, in balia di continui conflitti, la maggior parte dei quali nei riguardi della propria vita. Nessuno di loro ha momenti di pace: chi, come i genitori per un’intransigenza generale e chi come i figli, alle prese con la quotidiana frustrazione per sogni ed ambizioni demoliti.

Fotografa la società americana questo libro, toccando i valori tradizionali, le difficili relazioni familiari, ma soprattutto i modelli educativi e le correzioni – da cui il titolo – impartite per limare imperfezioni, per ottenere successi o anche per tenere a bada paure profonde.

Recensione

I cinque personaggi del libro sono descritti in modo impeccabile. I loro caratteri vengono presentati al dettaglio, ma con lentezza, e arricchendosi di nuove sfumature con il proseguire della storia. Appare invece inutile la minuzia di alcune descrizioni o narrazioni di fatti che non aggiungono lustro alla trama. Il disincanto che accompagna le pagine del libro non è privo di una sorta di ironia benevola, quasi un distacco emotivo. I personaggi non vengono condannati, come non dipendessero da loro manie, egocentrismi, reticenze.

L’autore sembra infatti far risalire la responsabilità dei vari comportamenti alle correzioni. Correzioni date fin da piccoli dai genitori ai figli, correzioni che i fratelli vorrebbero infliggersi l’un l’altro e quelle, senza speranza, che desidererebbero dare a se stessi. Ci sono pure le correzioni che i figli stessi vorrebbero per cambiare gli atteggiamenti dei loro genitori.
Non inganni la trama, semplice nella presentazione, poiché le vicende sono aggrovigliate e gli spunti di riflessione numerosi. Un esempio è quello del decadimento fisico, analizzato con bravura, o l’ipocrisia con la quale, in ogni famiglia, si nascondono le imperfezioni. E non è detto che queste ultime siano esclusivamente americane.

Un libro che non è da leggere tutto d’un fiato sia per la lunghezza (600 pagine), sia perché dà l’impressione che, in modo scaltro, lo scrittore abbia lasciato di proposito al lettore, qualora ne avesse voglia, il compito di scovare ciò che veramente i personaggi potrebbero correggere.

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Questo periodo della vita mi sta regalando una delle ricchezze più importanti: il tempo. Tempo da utilizzare anche tra parole da leggere e da scrivere. Tra i libri che mi instillano dubbi provvidenziali, si frantumano certezze inutili.

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