“Metropolis”: intervista a… Fritz Lang

^

Categorie

fritz-lang
7

Scorri fino al contenuto...

In seguito a gentil richiesta, ho fatto ricorso a tutte le mie forze e, conoscenze. Moltissime, le prime.

L’operazione non era certo delle più semplici; purtuttavia – sono anni che desidero scrivere ‘purtuttavia’ – mobilitando le conoscenze di cui sopra e, le forze, sono riuscito a contattare il Maestro Fritz Lang e a intervistarlo (la mancanza di eufonia è un omaggio sentito e doveroso a chi sapete).

Per essere un morto devo riconoscere che si è rivelato piuttosto vivace, Lang. Più di me senz’altro, che, ahimè, non sono ancora riuscito a fuggire la vita e, dunque elevarmi in termini di esuberanza creativa. Per adesso almeno. Solo questione di tempo.

Sì, lo so, questa è una recensione di un film e non di un romanzo, ma, ritengo che essendo riuscito in un’impresa titanica – mi riferisco all’intervista telefonica e comprovabile da registrazione audio – , che, pochi sarebbero riusciti a concludere – lo dico con vera immodestia – possa senza vostri tentennamenti essere inserita tra le recensioni su testi scritti che nessuno legge. E’ di dominio pubblico la ritrosia del Maestro Lang ad incontrare gente e tanto più a rilasciare interviste; oltretutto la sua “condizione” qualche problemuccio l’ha creato, lo confesso. Con pazienza ebraica, io, ci sono riuscito: una volta alzato il telefono, ho approfittato per spolverare il ripiano del mobiletto su cui è poggiato, poi, dopo averlo riabbassato, per alzare la cornetta con comodità, ho digitato il numero; ho quindi acceso il videoregistratore e ho uscito il mio taccuino – come dite “voi” meridionali* – ed infine, principiato questo viaggio. Ecco, è una chicchera senza pretese, non come quelle altre che si vedono in giro, un po’ dappertutto. Una chicchera che vi regalo. A voi farne l’uso improprio che vorrete.

“ Buongiorno Maestro, sono l’aspirante critico cinematografico d’avanguardia. So che è stato messo al corrente di questa mia telefonata, dal Generale, il cognato dell’amante del Senatore del Senato della Repubblica italiana. E’ stato così gentile. Sappia che per me è un onore sconfinato poterle parlare.”

“ Sì, sono al corrente, mi dica…”

“Sì, Maestro. Sarò brevissimo; il tempo di un Governo. Ecco, Maestro, per anni mi sono chiesto perché un finale così gratuit…ehmn, reazionario come conclusione del suo capolavoro “Metropolis”?”

“ Eh sì, ha ragione. Eh ma sa, qualche compromesso, necessario. Saprà che ho dichiarato in passato il mio pentimento al riguardo…”

“ Sì, ho letto, Signor Lang. Il fatto è che non posso comprendere fino in fondo come, insomma, un capolavoro del genere, così visionario, possa – per sua scelta, Fritz – concludersi in quel modo.”

“ Sono Lang, non Fritz.”

“ Sì, certo Maestro, Lang.”

“E’ stato un autentico peccato, non ho saputo tenere botta. Ero giovane. Ma, è andata così, ormai…”

“ Già, ormai. Peccato.”

“ Già.”

“ Certo che, voglio dire…E’ proprio andata male eh.”

“ Sono passati tanti anni, ormai; non posso rimediare.”

“Sì, non può. Spero non possa nemmeno dimenticare, al di là del “rimediare”. Per fortuna ebbe il tempo di fare autocritica, eh?!”

“ A volte ci penso, con un certo rimpianto.”

“ Eh già, comprendo. Ormai è andata…”

“ Eh, è andata. Pazienza. Non c’è altro da aggiungere. La saluto.”

“ Signor Frits?”

“Lang!”

“Signor Lang?”

“ Sì? C’è dell’altro?”

“ No, volevo solamente dirle che è stato proprio un peccato, ma, beh, ormai…”

“E’ andata così…”

“ Sì, non c’è rimedio. Solo rimpianto.”

“ Bene, la saluto.”

“ Sì Signor Lang. Ah, un’ultima cosa, Signor Lang. Potrei richiamarla in futuro?”

“ Non si prenda questo disturbo.”

“ Grazie Signor Lang, farò come dice. Ciao Fritz!”

*che d’io non voglia una malintesa interpretazione al mio riferimento sulla condizione, rispettabilissima, di meridionale; non ho pregiudizio alcuno verso le persone di colore. Ne è prova il branco di amici sudisti, che si onorano della confidenza che concedo loro: sensibilissimi; pure quelli insulari. L’importante è che lascino stare i bambini.

Gino Pelliccia

Vorresti scrivere una recensione?

amantideilibri.it è una grande community di appassionati lettori. Vuoi farne parte anche tu?

Amanti dei libri è una community, una famiglia gestita da appassionati di lettura e scrittura e destinata, appunto, agli amanti dei libri! A nome di questo profilo vengono infatti pubblicati la maggior parte dei contenuti realizzati dai membri della nostra community. Ti piace questa iniziativa? Entra a farne parte anche tu!

Altri contenuti che potrebbero piacerti…

“L’ape ballerina”

“L’ape ballerina”

“L’ape ballerina” è una poesia che la nostra lettrice Giorgia ci ha inviato per riflettere sulla bellezza della vita.

Smantellamento

Smantellamento

In questo racconto di Loretta Casagrande troviamo tutti gli effetti della… positività, tra cui un necessario smantellamento.

Il disegno per San Nicolò

Il disegno per San Nicolò

Impersonare San Nicolò: chi si prenderà questo incarico importante per i sogni e i ricordi? Un racconto di Loretta Casagrande

Bilanci

Bilanci

“Un altro sabato sera è arrivato, con tutti i bilanci che si porta dietro e i conti non quadrano nemmeno stasera”…

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.