
“Mistero alle saline”, edito da Edigiò edizioni (maggio 2025), è un romanzo d’avventura scritto dall’autrice Sabrina Ginocchio per mostrare e omaggiare il lavoro che si cela dietro al sale, un ingrediente indispensabile in cucina.
Le sei illustrazioni in bianco e nero sono state realizzate dall’illustratrice Silvia Dotti.
Trama di Mistero alle saline
Leonardo, il protagonista, ha terminato la quinta elementare e abita in Liguria. Leonardo immagina le sue vacanze estive con il sale addosso, insomma al mare con i suoi due amici del cuore. Ma i genitori anche quest’anno lo porteranno dalla nonna Eugenia. Lei abita nell’entroterra delle colline genovesi, lontano dal mare e ovviamente dagli amici. Leonardo prova con diverse proposte a far cambiare idea ai genitori, ma tutto è inutile ormai le valigie sono pronte. Leonardo si rassegna e per scacciare la noia nello zaino mette il tablet.
“Stringo il pugno col sale, come se avessi un’ascia, un’arma potentissima. Invece ho solo del banalissimo sale. Come andrà a finire la mia sfida?”
Nonna Eugenia è piena di sorprese e fuori da ogni previsione, Leonardo si troverà tra le saline di Trapani agli inizi del ‘900. Un doppio viaggio: nello spazio e nel tempo. Leonardo non è solo, con lui c’è un gabbiano. Leonardo dovrà affrontare una sfida o meglio svelare un mistero per ritornare al presente.
Recensione
Un libro d’avventura ambientato tra la Liguria moderna e la Sicilia del 1900. L’autrice ci tiene incollati alle pagine con un mistero tutto da scoprire. Non vi svelerò nulla sullo svolgimento della trama, mi limiterò a sottolineare i vari contenuti.
Andiamo con ordine perché i temi trattati sono differenti. Il primo che spicca è il tema della crescita e il desiderio di autonomia del protagonista Leonardo, tema che si contrappone alla difficoltà sia psicologica che concreta, da parte dei genitori: la difficoltà del distacco da ambo le parti. Leonardo dice sconfortato:
“Non sono felice perché i miei genitori mi hanno programmato l’estate senza chiedere il mio parere”.
Anche con la nonna Leonardo ha la sensazione di essere trattato da bambino piccolo, come se ciò fosse, come per i genitori, un bisogno inconsapevole di protezione. Un proverbio popolare dice: figli piccoli problemi piccoli, figli grandi problemi grandi.
Belle le figure degli animali come il gatto Cookie, salvato da Leo, che, anche solo con la sua presenza, colma l’assenza o la lontananza degli amici.
Sono ben descritte le emozioni che Leo prova come la nostalgia di casa e la sua capacità di cogliere la tristezza della nonna. Leonardo per distrarla dal ricordo utilizza il gioco della forchetta e nota che da tristi gli occhi della nonna poi brillano di gioia.
Il gabbiano accompagna Leo nel suo viaggio e ha una funzione guida.
Il gabbiano, con la sua capacità di volare liberamente, è spesso visto come un simbolo di libertà, indipendenza e distacco dalle preoccupazioni terrene. esso può rappresentare anche un viaggio interiore, un percorso di crescita e trasformazione personale, con la possibilità di raggiungere nuove consapevolezze.
Leonardo impara che il vero limite è la paura, soprattutto la paura di fallire. Leonardo con coraggio, speranza e con l’aiuto del gabbiano e della conchiglia Tella, affronta la prova liberandosi dalla paura che lo blocca di fronte al mostro.
Complimenti all’autrice, Sabrina Ginocchio, per questo racconto che aiuta a riflettere attraverso l’avventura di un bambino di dieci anni che vuole essere e diventare autonomo mentre i genitori lo tengono “piccolo” per proteggerlo dalle avversità della vita. Stimola anche la riflessione sugli strumenti troppo potenti. Per esempio come i cellulari di ultima generazione che i genitori lasciano in gestione ai figli che, invece, necessitano di fare delle esperienze di crescita concrete e non virtuali.
Metti un pizzico di sale nella tua giornata!
Marta Romano



