“Morotea” – Paolo Palladino e Giampaolo Frezza


Voto: 5 stelle / 5

Cosa sarebbe successo se Aldo Moro fosse sopravvissuto alla sua prigionia? Se i telegiornali del 9 maggio 1978 avessero potuto annunciare la sua liberazione, invece che il ritrovamento del suo corpo? Paolo Palladino e Giampaolo Frezza, entrambi laureati in Relazioni Internazionali all’Unitre di Roma, lo hanno immaginato in “Morotea. La Repubblica nata dalla liberazione di Aldo Moro” (Edizioni Efesto, marzo 2026). Un’ucronia che ci tocca molto da vicino.

Su Aldo Moro abbiamo recensito anche “Il dio disarmato” di Andrea Pomella.

Trama di Morotea

Scegliendo la struttura del saggio, i due autori ci proiettano in una realtà che è già avvenuta, raccontandoci come in una favola gli anni tra il 1978 e il 2006, quando Aldo Moro si spegne, per vecchiaia e per malattia, serenamente a casa sua.

In questi vent’anni, il compromesso storico proposto da Aldo Moro prima del suo rapimento da parte delle Brigate Rosse diventa modello di buona pratica, permettendo all’Italia di conoscere stabilità politica, comunione di ideali e di essere il punto nevralgico dei nuovi equilibri di pace in Europa, se non nel mondo.

Recensione

Nonostante ne possegga alcune, questa è la prima ucronia che leggo nella mia vita. Ho scelto di iniziare da qui perché seguo Paolo Palladino sui social, dove parla di libri interessantissimi con il profilo LibriStrambi, quindi ho pensato che un ragazzo dalla visione così valida e originale deve scrivere libri altrettanto originali.

Non sono stata affatto delusa. La collaborazione tra lui e Giampaolo Frezza, già autore di un saggio politico (“L’Aquila e il Piombo – L’influenza degli Stati Uniti nell’Italia del terrorismo politico”, Intermedia edizioni 2021), ha funzionato.

Intuisco che tra i meccanismi base di un’ucronia ci sia anche spostare date e “resuscitare” i morti.

Per quello che conosco della storia italiana più recente, mi ha toccato molto vedere in vita personaggi uccisi dai terroristi o dalla mafia. In questo libro il loro operato è libero di splendere. Tra alcuni nomi della Repubblica morotea troviamo Piersanti Mattarella, Antonio Di Pietro, Enrico Mattei, Alberto Dalla Chiesa, Mihail Gorbaciov, Romano Prodi. Non trovano spazio, invece, gli eccessi di Silvio Berlusconi.

E Ustica? E la cortina di ferro? Quanto è forte, questa nuova Italia, promotrice di equilibro, pace, speranza?

Non ve lo racconto. Leggete il libro e sognate come ho sognato io. La prima sensazione è di aver perso un’opportunità; ma subito viene voglia di riprendersela.

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