
In un mondo dove tutto corre, fermarsi e approfittare della pausa per riflettere: “Poesie al semaforo” di Anna Marinelli (Nep 2026) ci invita a ritrovare attimi di ascolto interiore. Il titolo stesso racchiude la filosofia dell’intero volume: trasformare il tempo morto dell’attesa quotidiana – la sosta forzata davanti al rosso di un semaforo – in un momento necessario per guardarsi dentro prima di ripartire. Il libro è strutturato cromaticamente attraverso quattro macro-sezioni: Rosso (l’urgenza, l’allarme, la ferita esistenziale), Giallo (la transizione, la ricerca di luce), Verde (la rinascita, la natura, la speranza) e una straordinaria sezione conclusiva interamente dedicata alle Poesie in dialetto barese.
Ringraziamo la casa editrice per la copia omaggio inviata in formato digitale.
Trama di Poesie al semaforo
Nell’opera la poesia si accompagna alla pittura: il colore nei suoi quadri (che intervallano i testi, come le splendide reinterpretazioni pop di icone storiche e i paesaggi marini) non illustra banalmente i versi, ma ne amplifica l’emozione.
La prima parte dell’opera scava nei cassetti dei ricordi. Componimenti come Scatola di latta o La bambola mostrano una straordinaria abilità nel trasformare gli oggetti quotidiani e domestici in modelli della condizione umana. C’è una forte componente nostalgica legata alle figure genitoriali e ancestrali (struggente il racconto in prosa lirica Ci vediamo domani, dedicato al padre, o la poesia Mio padre), vissute come fari esistenziali.
L’autrice affronta temi universali e dolorosi come la violenza, il dolore della storia e il coraggio femminile. In liriche come La luna è la stessa e Ho disegnato un fiore, si avverte il contrasto tra la bellezza della natura e l’atrocità dei “nefasti bagliori” del mondo (con chiari riferimenti visivi alle deportazioni e ai drammi storici nel quadro associato). In Non erano o Un fiore, Anna Marinelli affronta il tema della violenza di genere e dell’umiliazione con una dolcezza espressiva che colpisce al cuore il lettore.
La vera perla identitaria del volume è la quarta parte. Il passaggio al dialetto barese (corredato da puntuali traduzioni) non è un mero esercizio folkloristico, ma un atto d’amore verso la propria terra e la sapienza popolare. Liriche come E tu? brillano per una spiccata ironia e un acuto senso della satira quotidiana, mentre U 6 dicembre (dedicata a San Nicola) e La scionde ricostruiscono, con la precisione di un dipinto neorealista, i riti collettivi, le fatiche e la straordinaria dignità della vita pugliese di un tempo.
Recensione
La scrittura di Anna Marinelli appare immediata e scorrevole, a portata di lettore. Utilizza spesso la rima e strutture metriche agili (come nelle filastrocche della terza sezione); questa scelta stilistica le permette di scendere nel profondo del cuore del lettore senza mai risultare pesante, mantenendo una musicalità che strizza l’occhio alla canzone d’autore italiana (esplicitamente omaggiata nel testo Hit parade).
Poesie al semaforo è un’opera vera e autentica. Anna Marinelli dimostra che la creatività è un seme capace di germogliare in modi, luoghi e tempi più disparati. Un libro consigliato non solo agli amanti della poesia pura, ma a chiunque cerchi, nella frenesia della vita moderna, una scusa per fermarsi, respirare e riscoprire la bellezza nascosta nei dettagli del passato e del presente.



