“Quello senza nome” – Daniele Bianco

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Voto redazione

Data di pubblicazione

8 Apr, 2020
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7

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Bello, scorrevole, leggero. In questo periodo di quarantena è stata una vera manna dal cielo.

“Quello senza nome” è un libro scritto da Daniele Bianco nel 2019, composto da 716 pagine e appartenente a vari genere, in quanto spazia tra il fantasy, l’horror e la commedia.


Trama

Danilo Neri viene lasciato dalla ragazza e perde il lavoro. Cercando di guadagnare qualcosa inizia a vendere aspirapolveri porta a porta. Un giorno, dopo aver ricevuto da un palazzo solo silenzio e rifiuti, finalmente suona ad un citofono e gli risponde una donna dicendogli di salire. Una volta arrivato davanti alla porta, sente un voce terrificante – molto diversa dalla donna che gli aveva risposto – dargli il buongiorno e scappa via terrorizzato.

Dopo essere stato seduto sul marciapiede un po’, decide di tornare su, e lì farà la conoscenza di vari personaggi molto particolari: Margherita, giovane e bella strega, Aristide, la piccola Loretta, l’Uomo vestito di Bianco e Gigi, particolare inventore. Ognuno di loro racconterà varie storie, alcune horror e altre un po’ inquietanti, facendo trascorrere un pomeriggio molto particolare al povero Danilo.

 

Recensione Quello senza nome

copertina quello senza nome

Devo dire di essere rimasta piacevolmente sorpresa da questo libro. È un’antologia di racconti e brevi romanzi, il tutto avendo come filo conduttore la voglia di Danilo Neri di scoprire un po’ di più la storia e le vicende conosciute da quei curiosi personaggi. Avendolo letto durante la quarantena, mi sentivo un po’ come i personaggi del Decameron, solo che loro era fuori città per la peste e io rinchiusa in casa per evitare il virus.

È molto bello come libro, la lettura è scorrevole in quanto è stato scritto molto bene, lo leggi senza sforzi ed essendo leggero e non impegnativo scivola velocemente e senza accorgertene passi ore incollata alle pagine. Merita di essere letto, tutti dovrebbero sconvolgersi con la storia della casetta misteriosa, commuoversi a leggere del professor Von Fritz o ridere per la punizione che Margherita dette al professor Bercellone.

Ma la mia storia preferita, quella che mi ha affascinata e il cui finale è stato veramente inatteso, è quella di Martina. Consiglio questo libro a tutti i tipi di lettori: amanti dell’horror, del fantasy, del thriller e di libri leggeri che ti fanno svagare. Spero in un seguito poiché non ci sono storie riguardanti Loretta e Gigi, personaggi che mi sarebbe piaciuto conoscere un po’ meglio.

Vanessa Mele

Recensore

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Già da piccola desideravo più di ogni altra cosa imparare a leggere, spinta anche da mia madre, e da quando ho imparato non ho più smesso di leggere: per me significa sognare, volare, immergermi in storie che mi portano ovunque anche se fisicamente rimango ferma, mi aprono mondi che a volte mai avrei pensato di trovare. Mi piace anche guardare serie tv, e se devo vederne una tratta da un libro, preferisco sempre prima leggere la storia e solo successivamente guardarla sullo schermo.

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