“Abruzzesi per sempre” – Roberto Alfatti Appetiti

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Voto redazione

Data di pubblicazione

19 Mag, 2019
copertina abruzzesi per sempre
7

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la ragazza della neve

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copertina la ragazza della neve libro

Sono ventuno i racconti custoditi nell’antologia “Abruzzesi per sempre”, curato da Roberto Alfatti Appetiti e dato alle stampe ad aprile 2018 da Edizioni della sera. Gli autori sono in pieno booktour: le prime tappe sono state Avezzano, L’Aquila e Pescara.


presentazione abruzzesi per sempre

Da sinistra: Alessandro Martorelli, Roberto Alfatti Appetiti l’editore Stefano Giovinazzo, la relatrice Roberta Maiolini, Roberta Di Pascasio, Emma Pomilio, Francesca Trinchini, Francesco Proia.

La trama di “Abruzzesi per sempre”

Il giornalista Roberto Alfatti Appetiti, di adozione abruzzese, ha chiesto a venti figure coinvolte nel mondo della cultura e della letteratura di scrivere di un Abruzzo strettamente personale. Il risultato è un ritratto molto eterogeneo – ma proprio per questo fedele – di una regione transumante fatta di scorci di vite, di Storia e di fantasia.

La recensione

Perché “transumante”? Perché l’Abruzzo è terra di pastori. È bastato che tutti gli autori si affidassero con naturalezza a ciò che gli è più caro, alle loro esperienze, ai loro studi e ai loro ricordi per raccontare l’essenza di questa terra: una terra di movimento, che si attraversa se non la si conosce, che si lascia se vi si nasce, ma a cui si torna se si sta troppo tempo lontani. Perfino la disposizione dei racconti, pur essendo in ordine alfabetico per autore, restituisce questo moto eterno. Si alternano infatti due direttrici: una direttrice si muove prettamente lungo l’Adriatico e l’altra mostra il collegamento diretto con Roma, al di là del Gran Sasso, il monte più alto degli Appennini.

Due direttrici che poche volte si incontrano, come nell’antologia così nella vita, ma che quando lo fanno – come nel racconto di Igor De Amicis “La terza alba” – rivelano il privilegio dei privilegi, tutto abruzzese: poter raggiungere dai monti il mare – e viceversa – in pochissimo tempo. Un privilegio che ne ha decretato anche l’isolamento, come sottolinea anche lo scrittore Romano De Marco nella prefazione, confinandola in alcune occasioni a “una sorta di zona franca fra un centro-nord con maggiore vocazione all’industrializzazione e quella parte del sud che ha cercato di far tesoro (…) delle proprie risorse turistiche”.

incontro con gli scrittori di abruzzesi per sempre

Tutti i racconti in Abruzzesi per sempre sono fortemente rappresentativi di chi li ha scritti. Alcuni si distinguono per l’ottima prova di stile, come quelli di Francesca Maria D’Amato, Maura Chiulli, Giorgia Tribuiani, altri per la ricerca, come quelli di Andrea Bernabeo, Umberto Dante, Francesco Proia; altri per l’orgoglio (Emma Pomilio, Cristina Mosca), altri ancora per la ruvidezza dell’amore che lega gli abruzzesi alla loro terra (Stefano Angelucci Marino, Caterina Falconi). Alcuni stigmatizzano l’Abruzzo come terra di passaggio (Roberto Alfatti Appettiti, Enzo Verrengia, Alice Antonelli), altri per il pensiero che torna, struggente, sempre lì, al desiderio del ritorno (Roberta Di Pascasio, Domenico Paris); infine, altri per l’arguzia (Alessio Romano, Simone Gambacorta) o per il potere evocativo (Francesca Trinchini, Valentina Di Cesare, Alessandro Martorelli).

«”I luoghi, come gli dèi, sono i nostri sogni” – ha detto in apertura della presentazione di Pescara il relatore Dante Marianacci (nella foto, a sinistra del dispenser dei libri, con gli autori Alessio Romano, Cristina Mosca e Francesca Trinchini), presidente del Centro nazionale di studi dannunziani, citando il poeta francese Yves Bonnefoy – Ho contato almeno sessanta lunghi nominati esplicitamente nel libro. Questa antologia potrebbe sostituire a pieno titolo le guide istituzionali, senza nulla togliere loro, anzi proponendo un percorso emozionale esaustivo e accattivante che potrebbe essere preso in considerazione per dei veri e propri itinerari, come ha notoriamente fatto la città di Dublino con le opere di James Joyce».

Cristina Mosca

Recensore

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moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

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