“James Biancospino e le sette pietre magiche” – Simone Chialchia

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Voto redazione

Data di pubblicazione

16 Lug, 2019
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7

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Mai sazia di trame fantasy, misteri e storie avventurose, mi lascio ammaliare dal titolo di questo romanzo firmato da Simone Chialchia ed edito da Aporema: “James Biancospino e le sette pietre magiche”. Un titolo semplice e promettente, con il nome di un personaggio, che suona più o meno esotico ed evocativo, poi il riferimento a degli oggetti di natura misteriosa ed esoterica.


Trama di “James Biancospino e le sette pietre magiche”

James si presenta immediatamente al lettore come un ragazzo timido e impacciato, annoiato dalla scuola e da una vita sociale non particolarmente brillante. Quasi ogni notte è preda di angoscianti incubi popolati da esseri mostruosi e strani cavalieri lucenti.

A un tratto, entra in gioco l’imponderabile. Mentre passeggia con il suo cagnone su un prato non troppo distante da casa, James raccoglie un sasso dalla forma inconsueta. Una forza devastante lo trascina via, James sviene e si risveglia al buio, stordito. Si accorge presto che qualcosa non torna: la città sembra spenta e spopolata, l’atmosfera è più fredda, tutto è silenzioso. Degli strani individui lo aggrediscono, tra loro c’è un essere dal volto deforme che cerca di ferirlo con una spada.

Proprio nel momento più critico, intervengono due salvatori armati di spade lucenti e capaci di generare fiammate e bagliori come colpi di offesa. James li segue e capisce di essere piombato indietro nel tempo, nel 1500. I due sono combattenti al servizio della Confraternita della Luce, una setta di cavalieri e stregoni che combattono la minaccia degli Oscuri grazie all’utilizzo di pietre magiche. James, a quanto pare, è tornato indietro nel tempo proprio a causa della pietra che aveva raccolto nel campo…

Copertina romanzo fantasy James BiancospinoRecensione

“James Biancospino e le sette pietre magiche” è senza dubbio un romanzo piacevole, scritto con disinvoltura e pieno di idee interessanti. Nulla di trascendentale, ma comunque è bello potersi confrontare con un fantasy atipico, ambientato in Italia, storicamente pertinente e legato a una mitologia poco usata nel genere.

La trama è semplice e al tempo stesso coinvolgente. James compie un percorso iniziatico che è anche un’avventura esistenziale, per maturare e riscoprire la propria forza di volontà. Le sue insicurezze sono naturali e diffuse, sono quelle stesse tristezze e ingenuità spirituali che caratterizzano molti adolescenti, e il modo in cui le affronta non scade mai nella futilità o nella strumentalità.

Alla fine, trionferanno i valori essenziali della vita schietta: il coraggio, l’amicizia, la lealtà, la fiducia nei confronti dell’avvenire. Il punto di forza del romanzo sta nell’estrosità fantastica dell’ordito, ma trovo parecchio interessante anche la gestione del tempo e del ritmo di narrazione. Simone Chialchia è uno scrittore ancora giovane, maturerà e affinerà ulteriormente il proprio stile regalandoci grande soddisfazioni.

 

Carlotta Maggio

Amanti dei libri

Recensore

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