“Lessico famigliare” – Natalia Ginzburg

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Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

23 Apr, 2019
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Un romanzo storico di Natalia Ginzburg

L’autrice racconta la sua vita, dall’infanzia all’età adulta con semplicità e nostalgia. Protagonisti, più dell’autrice, sono i suoi genitori e le frasi da loro pronunciate nel dialetto piemontese riferite a lei o ai suoi fratelli. Con lo sfondo del ventennio fascista fino al dopoguerra, ripercorriamo insieme a lei il matrimonio di sua sorella Paola con Adriano Olivetti, il trasferimento in Francia del fratello medico, l’arresto di un altro fratello per cospirazione, il suo matrimonio col dissidente Leone, che muore in carcere durante la guerra, le sue seconde nozze.

 

Recensione di Lessico famigliare

Copertina "Lessico famigliare"

La nostalgia è il sentimento che permea tutto il racconto, ma la vera tristezza che invade l’intera narrazione è il grande dolore vissuto in quegli anni in cui il dissenso profetico di suo padre e quello di tutta la sua famiglia non è bastato a impedire ciò che fu. L’autrice riesce a renderci partecipi dell’atmosfera di paura che si respirava in quegli anni, del terribile presagio che qualcosa di ancora più  terribile stesse per accadere. Il dolore per la perdita del marito e padre dei suoi figli passa in secondo piano rispetto alla tragedia che si stava consumando.

Ho deciso di leggere “Lessico famigliare” ripensando con un po’ di nostalgia, per rimanere in tema, di aver letto alcuni estratti sulle antologia a scuola. Lo consiglio a chi conserva la curiosità trasmessa dagli insegnanti o da qualche racconto familiare su quello che è successo, su come è potuto accadere, ormai un secolo fa.

Adele Landi

Adelaide Landi

Recensore

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Mi piace leggere sin da quando ero bambina, nei ricordi più belli della mia infanzia ci sono libri con copertine colorate: Heidi è stato ovviamente il primo, poi Piccole donne e tutti i seguiti (di cui ricordo poco, i seguiti di un capolavoro deludono sempre), Il giardino segreto. La penna mi ha sempre chiamato almeno quanto i libri, ma non me ne sono accorta finché per caso o semplicemente perché era giunto il momento che io lo capissi, mi è stato chiaro che adoro scrivere almeno quanto adoro leggere. Mi piacciono i romanzi storici, penso che capire quello che è stato aiuti a comprendere quello che è. Scelgo un libro da leggere se penso che la sinossi stia cercando di dirmi qualcosa, in ogni libro c'è un messaggio che spera di raggiungere al più presto i suoi destinatari.

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