“Sostiene Pereira” – Antonio Tabucchi

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Voto redazione

Data di pubblicazione

19 Mar, 2020
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7

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Sostiene Pereira è uno dei miei libri preferiti, la bella Lisbona, l’acuto senso civile, una storia piena di fascino e calore.


Trama in breve

copertina sostiene pereiraL’incipit del romanzo trasmette in maniera immediata l’amore per una città piena di luce e colore.
Una Lisbona sfavillante, quella descritta da Antonio Tabucchi, una città che invita al viaggio, con i suoi toni caldi e intensi che entrano negli occhi in modo viscerale e diretto.

La storia inizia una mattina d’estate del 1938, a Lisbona, nel pieno del regime di Salazar.
Pereira è un giornalista di mezza età, direttore della pagina culturale di un modesto giornale locale del pomeriggio, il Lisboa.

Si evincono fin dalle prime pagine le peculiarità del protagonista, un carattere abitudinario, delineato da una routine quotidiana che sembra incarnare alla perfezione il classico inetto, che si discosta in maniera totale dall’eroe romantico che combatte per l’affermazione di sé stesso.

Pereira, nella prima parte del racconto incarna il ritratto di un uomo impassibile agli accadimenti del suo Paese.

Recensione Sostiene Pereira

Il sentimento giornalistico nel protagonista ha toni anacronistici tipici di un uomo che non vive nel suo tempo, pacato, apparentemente senza  posizioni politiche, dedito solo alla letteratura francese dell’ottocento e al ricordo di una moglie morta che gli teneva compagnia attraverso il suo ritratto, con il quale Pereira parlava ogni giorno.

Il romanzo si districa in modo attento alle esigenze del lettore, con il giusto ritmo, tipico del linguaggio giornalistico.

La chiave di tutto il romanzo si riduce nella figura di Francesco Monteiro Rossi, un giovane anarchico, pieno di vita, assunto da Pereira come praticante presso il Lisboa per scrivere necrologi.

Questo parallelismo tra il carattere vitale e brioso di Monteiro Rossi e l’incessante  interesse per la morte di Pereira, sarà una costante di tutto il racconto.

Grazie all’incontro con il giovane idealista, Pereira inizierà a prendere coscienza della realtà del regime in cui vive: la veemenza incontrollata , gli abusi, le sopraffazioni e soprattutto la censura a cui è sottoposta la stampa.

Ho apprezzato il desiderio dell’autore di rendere il lettore  partecipe in maniera assoluta delle vicende, di averlo messo faccia a faccia con il protagonista, quasi come se fosse un vecchio amico da aiutare.

La “catarsi” di Pereira mi ha rapito l’anima, l’evoluzione della vicenda mi ha tenuto tanto  incollata alle pagine che ho immaginato di sedere insieme a lui al Café Orquídea ad ascoltare i suoi racconti sugli scrittori francesi delll’ottocento.

Un romanzo che parla di un lento e necessario risveglio civile e introspettivo.

Adatto a qualsiasi tipo di pubblico, dal ragazzo che si interfaccia con la Letteratura del nostro secolo al lettore che adora i temi di politica e società, storia ed educazione civica.
Manuela Di Domenico

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Recensore

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