Tu lo puoi, sei Danguard! (2)

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Data di pubblicazione

25 Nov, 2020
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Connessione con l'aldilà

Un libro di Aversano M. Lolita

Ecco la seconda parte dell’articolo su Danguard, probabilmente il primo robottone trasformabile trasmesso dalla televisione italiana. Per leggere la prima parte cliccate qui!

Durante un attacco nemico, Arin viene salvato da un uomo mascherato. Si chiamano così gli schiavi di Doppler, cui il Cancelliere toglie la volontà imponendo loro di indossare una maschera di metallo. Questo è sfuggito al suo controllo. Lo sconosciuto, che pilota la navicella Freccia del Cielo, mette la propria esperienza al servizio della base. Non ricorda nulla del suo passato a causa del condizionamento mentale che ha dovuto subire. Galax decide di fidarsi: lo ribattezza Capitano Dan e gli affida l’incarico di istruttore dei cadetti. Non solo: a lui spetta la responsabilità di scegliere il pilota principale del Danguard.

I metodi del Capitano Dan sono discutibili. Esige che i suoi tre allievi pensino solo all’addestramento e li porta spesso al limite delle loro possibilità fisiche. La sua filosofia: «L’addestramento continuerà fino allo stremo delle forze»; «Il migliore addestramento per tutti è avere un vero nemico con cui combattere». Le sue attenzioni si concentrano, proprio su Arin, perché, dice, «quello stupido vuole sempre strafare». Ma il ragazzo non si arrende. E il destino sembra lavorare per lui: in seguito a un incidente, Katula finisce su una sedia a rotelle; mentre Kauban muore in battaglia.

Adesso il protagonista deve lavorare il triplo. Intanto, alla fine dell’undicesimo episodio, Dan recupera la memoria. Sorpresa! È il Comandante Cosmos. Dieci anni prima, Doppler lo ha ipnotizzato, costringendolo a uccidere i propri compagni. Dopo di che, lo ha catturato rendendolo suo schiavo. Il resto si sa. Racconta tutto a Galax, ma gli chiede di non dire nulla al figlio. Teme che possa deconcentrarsi: «In questo momento non c’è posto per i sentimenti che esistono tra padre e figlio. Sarebbero solo un ostacolo». Il suo ragazzo deve lavorare sodo per imparare a controllare perfettamente il Danguard.

Continuerà quindi a vestire i panni del Capitano Dan: «Mi toglierò la maschera solo quando si sarà dimenticato di suo padre». Anche se deve compiere un terribile sforzo («Devo indurire il mio cuore senza pietà, per riuscire nel mio scopo») perché ama Arin ama” più di ogni altra cosa al mondo”. Ed è “per il suo bene” che lo sottopone a una serie inimmaginabile di sevizie e torture, comportandosi da vero bastardo: «Il nemico», sostiene, «lo si deve sempre distruggere, anche se è il proprio padre. Voglio fare di lui un uomo dai nervi saldi, in questo modo, altrimenti non sarà mai in grado di agire come si deve di fronte a un essere diabolico come Doppler!»

Ma l’affetto filiale di Arin è molto forte e capita che gli impedisca di combattere al meglio. Nel ventiseiesimo episodio il “Capitano Dan” gliene combina un’altra. A suo parere, ha bisogno «di un altro giovane, […] di un ragazzo che sia un buon compagno, ma anche un rivale, per lui, in modo da renderlo indipendente». I tempi vanno accelerati: il condizionamento cui Doppler lo ha sottoposto gli ha accorciato la vita. Sente che la sua ora si avvicina.

Recluta due altri piloti: il borioso Jet Joe e l’umile Tony (dapprima inspiegabilmente chiamato David). Il primo non dura granché. Il secondo è un tipo a posto, umile e coraggioso, figlio di un ingegnere aeronautico. Per movimentare le acque, Cosmos lo mette in competizione con Arin: intende «infiammare i loro cuori e renderli più che rivali». Tra i due ragazzi si accende un forte antagonismo, anche sul versante sentimentale, visto che entrambi amano Nova, sebbene non glielo dimostrino mai. Questo, però, non impedisce loro di diventare buoni amici. Insomma, Dan/Cosmos ha calcolato ogni cosa: «Essere una persona adulta non significa solo che si può fare qualsiasi cosa di tua iniziativa, ma anche che sei in grado di cooperare con gli altri».

Verso la conclusione della serie

Nel frattempo, Goudon, come detto, muore: lo sostituisce un fanatico di nome Ruga, nominato capo delle truppe d’assalto del Megasatan. Nell’episodio 27 conosciamo l’asso nella manica di Doppler: le sue truppe speciali, in grado di combattere all’avanguardia. Le guida il biondissimo e carismatico Colonnello Fritz Arken, che conosce il significato della parola “onore” e rispetta il coraggio dell’avversario, in particolare di Arin. Lui e Ruga, naturalmente, si odiano a morte. Ma le ostilità durano poco, perché il secondo morirà in un attacco suicida contro il nemico.

Gli episodi dal 33 al 35 segnano la Svolta. Innanzitutto, c’è il “riconoscimento finale” tra padre e figlio. La riunificazione dura ben poco: Cosmos muore. Per Arin è un brutto colpo. Ma Tony, con la sua amicizia, lo aiuta a elaborare il lutto. Si apre, poi, la seconda fase dell’anime: lo scontro si sposta nello spazio. I “cattivi” (a bordo del Planester) e i “buoni” (a bordo della Base Yasdam, convertita per l’occasione in astronave) partono per Prometeo.

In prossimità del Decimo Pianeta succede di tutto. Il Vice Cancelliere Sigma muore e Arken mette in discussione i propri ideali. Non se la sente di attaccare il nemico, perché Nova gli ricorda l’amatissima (e defunta) madre. Inoltre è stanco di veder morire i suoi soldati. Decide allora di ribellarsi a quello che lui stesso definisce «destino crudele». Propone a Doppler di unirsi a Galax per raggiungere insieme il «Pianeta della Speranza». Figuriamoci se il Cancelliere accetta. Al contrario: comincia a dare segni di squilibrio. A questo punto, Fritz chiede ad Arin di accogliere i suoi uomini a bordo della Base Yasdam. Avvenuto il trasferimento, insegue e uccide il suo superiore. Poi scompare nello spazio. Tutti gli altri approdano sul Decimo Pianeta per dare un Futuro al genere umano.

Una piccolissima curiosità finale riguardante il doppiaggio, come nota di colore: tra le voci si riconosce quella d’un giovanissimo Marco Columbro.

Enrico Cantino

Recensore

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Enrico Cantino dovrebbe aver superato la cinquantina, ma non ne è sicuro nemmeno lui. Ha una laurea in materie letterarie, un blog su Tumblr e svariate passioni: i gatti, la scrittura, la lettura, i cartoni animati (giapponesi, in particolare), i "filmacci" come li chiama lui (horror, azione, demenziale, fantascienza, ecc. ma non disdegna qualche pellicola "seria"). Ha pubblicato con Mimesis, casa editrice di Sesto San Giovanni, sei libretti sulle serie animate nipponiche suddivise per generi: robottoni, eroine, guerrieri, sport di squadra, maghette, rapporti di coppia. Può darsi riesca anche a pubblicare qualcos'altro. Adesso vede.

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