Tu lo puoi, sei Danguard! (1)

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Data di pubblicazione

24 Nov, 2020
danguard
7

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Nuove proposte - Valerio Mottin

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Danguard dovrebbe essere il primo robottone trasformabile trasmesso dalla televisione italiana.

I suoi 56 episodi prendono spunto da un fumetto di Leiji Matsumoto (quello di Capitan Harlock, Galaxy Express 999, Starzinger, Star Blazers e quant’altro) che però assegna al Danguard un ruolo marginale. Gli sceneggiatori del cartone animato hanno voluto sviluppare proprio la parte robotica, scontentando l’autore, notoriamente pacifista.

Le caratteristiche del Danguard

Il robottone è costituito da una navicella chiamata Satellizzatore che prevede due piloti. Il primo è quello che combatte, mentre il secondo funge da supporto e può sostituire il primo in caso di necessità. Entrambi vestono una tuta a due colori: bianco e rosso.

La trasformazione in robot richiede estrema precisione da parte di chi l’effettua. Il minimo sbaglio può compromettere tutto. Durante la conversione – attivata dal comando: Apri, Danguard! Trasformazione! – il Danguard è del tutto indifeso. Ma al nemico sembra non interessi approfittarne. Come in molte altre serie robotiche.

Danguard ha appena cinque armi. La più potente è il Cannone Balkan, due sfere di energia che fuoriescono dal petto e s’incrociano più volte prima di colpire il bersaglio. Di solito utilizza quello per distruggere i robot avversari, chiamati Megasatan (ma solo dall’episodio 9).

È uno dei robottoni che non entrano in azione subito. A differenza dei suoi colleghi Baldios, Zambot 3, Daltanious e Golion, si fa sospirare per ben dodici episodi, impiegati nel raccontare l’addestramento dei piloti che dovranno pilotarlo. I robot nemici attaccano, e vengono affrontati dal Satellizzatore in modalità navicella.

La vicenda del Danguard

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Il canovaccio è risaputo. La Terra è allo stremo, perché l’uomo ha abusato delle sue risorse. L’unica speranza è trovare un altro mondo sul quale trasferirsi. Per fortuna, nel sistema solare si scopre un altro pianeta abitabile, subito battezzato Prometeo. Gli scienziati si mobilitano per organizzare l’esodo in massa dell’umanità.

Nasce il Progetto Prometeo, una sorta di Arca di Noè. Prevede innanzitutto l’invio di una squadra esplorativa sul «Decimo Pianeta». Alla missione lavorano, tra gli altri, il Dottor Galax, direttore della Base Yasdam, e un certo Dottor Doppler. Qualcosa va storto. Sotto gli occhi atterriti del figlioletto Arin, Cosmos, comandante della spedizione, uccide i compagni e scompare.

Da quel momento, per il ragazzino, che Galax ha preso a vivere presso di sé, comincia un vero e proprio incubo. Il disonore del padre (la madre pare non ci sia più da un pezzo) ricade per intero sulle sue spalle. Tutti lo additano come figlio di un traditore. Lo scopo della sua esistenza è uno solo: diventare il miglior pilota spaziale del mondo e riscattare in questo modo la memoria del genitore.

La verità è che a provocare il disastro sono state le manovre di Doppler. Costui si autoproclama Cancelliere e dichiara che il Decimo Pianeta è roba sua e di una nuova razza di Eletti che lo colonizzeranno, raggiungendola a bordo dell’astronave Planester. Tutti gli altri possono anche rimanere a crepare sulla Terra.

Si avvale di due collaboratori. Primo viene il Vice Cancelliere Sigma, suo braccio destro. Un mezzo mostro con un occhio artificiale. Inventa i vari Megasatan ed elabora le tattiche finalizzate a togliere di mezzo il nemico. Sotto di lui c’è il Capitano Goudon, primo ufficiale dell’esercito. Compare nel quarto episodio. È orbo di un occhio e sfoggia un paio di baffoni che gli verranno “rasati” da Doppler con una spada. Lo troviamo spesso alla guida dei Megasatan. Muore combattendo contro il Danguard.

Ai disegni del Cancelliere si oppone il Dottor Galax, costretto a costruire il Satellizzatore di cui sopra. Per utilizzarlo, è necessario addestrare duramente dei giovani piloti. Presso la Base Yasdam ci sono tre candidati ai due posti di comando del Danguard: i cadetti Kauban, Katula e Arin, che ritroviamo dieci anni dopo il “tradimento” del padre.

Attorno a lui gravitano altri personaggi. C’è Nova, addetta alle comunicazioni, innamorata del protagonista. Poi c’è Banta, grande amico del protagonista, responsabile della manutenzione del robot. Ha una sorellina, Mioxen, che conosciamo nel nono episodio e che considera Arin un secondo fratello maggiore. Seguono alcune divertenti macchiette. Tre, sopra tutte. Il Dottor Sanders, medico della base. Ricorda il medico dell’Arcadia di Harlock. Il Professor Nelson, invece, è un piccolo scienziato di cui Galax sembrerebbe essere stato allievo. Ha creato Altair, un robottino cui sono affidate le gag dell’anime, grande amico di Mioxen. Non dimentichiamoci, poi, di Taron, scimmietta che il protagonista trova in una sonda spaziale della NASA caduta sulla Terra.

Leggi la seconda parte dell’articolo qui.

Enrico Cantino

Recensore

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Enrico Cantino dovrebbe aver superato la cinquantina, ma non ne è sicuro nemmeno lui. Ha una laurea in materie letterarie, un blog su Tumblr e svariate passioni: i gatti, la scrittura, la lettura, i cartoni animati (giapponesi, in particolare), i "filmacci" come li chiama lui (horror, azione, demenziale, fantascienza, ecc. ma non disdegna qualche pellicola "seria"). Ha pubblicato con Mimesis, casa editrice di Sesto San Giovanni, sei libretti sulle serie animate nipponiche suddivise per generi: robottoni, eroine, guerrieri, sport di squadra, maghette, rapporti di coppia. Può darsi riesca anche a pubblicare qualcos'altro. Adesso vede.

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