“Un naufragio” – Daniele Pasquini

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Voto redazione

4 stelle

Data di pubblicazione

3 Giu, 2022
loro-copertina
7

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Una coppia di 30enni è al centro di “Un naufragio” (Sem 2022) di Daniele Pasquini. Giornalista pubblicista, si occupa di comunicazione in ambito culturale e museale. Classe 1988, Un naufragio è il suo quarto libro. Ringraziamo la casa editrice per la copia cartacea in omaggio.

Trama di Un naufragio

Valentina e Tommaso sono una coppia di 30enni della contemporaneità. Collabora da poco con un’agenzia di pubbliche relazioni e cerca la stabilità pensando al futuro, lei. Attivo nel settore pubblicitario e allettato da un’offerta migliore, lui incapace di pensare al domani. Galleggiano nel limbo del precariato lavorativo, che mortifica progetti e sogni.

Seppur incerti sulla loro solidità affettiva e vocazione genitoriale, fanno il grande passo. Decidono di sposarsi “mossi dal bisogno, biologico e inconsapevole, di dare una svolta decisiva alle loro vite. Di dare una lucidata alle superfici, di costruire qualcosa insieme.” Con lo stesso automatismo si accordano svogliati sul viaggio di nozze: un villaggio turistico nell’oceano Indiano, per appagare il bisogno ossimorico di scoperta e sicurezza.

Ma in questo angolo di paradiso la coppia, né festaiola e nemmeno rilassata, si paralizza nella dinamica: femmina lamentosa e recriminante/maschio elusivo e mutanghero. Poi l’incidente del naufragio in un luogo la cui bellezza è pari alle incognite.

Nell’immediato, Valentina pensa a come comunicare l’impossibilità di rientrare al lavoro, sfoderando una mentalità da Gregor Samsa. Di contro Tommaso, mimetizzando paure mai confessate, cerca ispirazione nel reality Naked and afraid. E questo è solo l’inizio. Non sarà facile confrontarsi con una natura che premia e punisce. Con un futuro che sembra svanire. Con l’altro, giocando a carte scoperte.

Recensione

Un atollo circondato dai tesori della barriera corallina. All’interno “un trionfo disordinato e verde di vegetazione tropicale”. Spiagge bianche lambite da un’acqua che copre tutte le gradazioni dell’azzurro. Il colore, dall’etimo arabo, che mutua il suo nome prezioso dai lapislazzuli.

È la meta paradisiaca di un viaggio di nozze? Un locus amoenus che, però, si trasforma in un incubo? Oppure un inferno dall’aspetto suadente. Il locus horridus dove due novelli sposi fanno il loro secondo naufragio? Perché Valentina e Tommaso sono già due naufraghi.

“Un naufragio” di Daniele Pasquini è un romanzo piacevole, ironico, intelligente. La scrittura, rapida ed elegante, non disdegna battute toscanacce più da caserma che da collegio.

Una metafora del naufragio in versione Generazione Y, per riflettere sul significato di stare insieme, imparando ad abitare il mondo in due.

Isabella Fantin

Recensore

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Laurea in Cattolica, docente alle Superiori, vivo a Milano nel tormento della movida e mi rifugio nella pace della Toscana.

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