Una figura fondamentale della letteratura novecentesca: Virginia Woolf

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Voto redazione

Data di pubblicazione

18 Gen, 2020
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7

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Offerta speciale: tre libri di Virginia Woolf

Volevo fare qualcosa di diverso. Proporre una sorta di offerta speciale. Tre per una. Tre recensioni al prezzo di una soltanto. Che non è mica poco. Almeno di questi tempi, tuttora poco agevoli.

I tre libri dei quali sto per parlare due elementi in comune. Il primo è l’autore. Che sarebbe Virginia Woolf. Non credo necessiti di particolari presentazioni, per cui la sorvolerò. Il secondo è l’editore. Si tratta della Nuova Editrice Berti di Parma, città nella quale mi capita di vivere da sempre. Così l’editore presenta se stesso nell’apposita sezione del proprio sito:

Casa editrice indipendente, pubblica prevalentemente narrativa straniera, sempre nella massima cura del dettaglio grafico e tipografico. Grande attenzione è dedicata ai classici, con un meticoloso lavoro di ricerca e traduzione, mentre la collana di narrativa contemporanea dà voce a realtà geograficamente lontane o a pagine dimenticate della storia recente.

Il catalogo è effettivamente vario e prevede titoli molto interessanti, come Sulle Alpi svizzere, articolo di Conan Doyle riguardante, appunto, lo sci. C’è anche Contro la pastasciutta, invettiva del futurista Marinetti contro, appunto, la pastasciutta. Segnalerei anche Ti amerò dal cielo, raccolta di iscrizioni sepolcrali nei cimiteri del piacentino a cura di Mario Biagini e Ada Pucci. Senza contare quello che purtroppo devo tralasciare per ragioni di spazio.

 

Primo libro: “Lunedì o martedì”

copertina lunedì o martedìMa veniamo adesso a Virginia Woolf, partendo dagli otto racconti contenuti in Lunedì o martedì – vale a dire Lunedì o martedì, Una società, Una casa incantata, Un romanzo mai scritto, Quartetto d’archi, Verde e blu, Kew Gardens, Il segno sul muro – già pubblicati in Italia nel 1980 dall’editore La Tartaruga.

L’autrice li ha selezionati personalmente facendoli pubblicare nel 1921. Pare che il marito, Leonard Woolf non ne sia stato molto contento: la prima edizione era infatti piena zeppa di refusi tipografici, successivamente emendati. Questo per quanto riguarda un minimo di storia del testo.

Entrando nello specifico, siamo davanti a otto brevi narrazioni, ben tradotte e recanti le tracce di quanto dispiegato dalla Woolf nei suoi romanzi più riusciti: attenzione ai dettagli, flusso di coscienza, modernità di pensiero, ironia (questi ultimi due soprattutto in Una società). Meritano sicuramente d’essere lette per integrare quanto già si conosce dell’autrice.

 

Secondo libro: “Granito e arcobaleno”

copertina granito e arcobaleno

Virginia Woolf non è stata solo una grande narratrice. Si è occupata anche di saggistica. Come nel caso di Granito e arcobaleno.

Prima di procedere è necessaria una precisazione. Dopo la morte della scrittrice il marito si rende conto di aver tralasciato molti saggi della moglie, riguardanti soprattutto l’arte del romanzo e della biografia, pubblicati o in forma anonima oppure sotto lo pseudonimo di Virginia Stephens. Rimedia allora nel 1958, riunendoli sotto il titolo Granito e arcobaleno.

Il volume pubblicato da Nuova Berti Editrice contiene una selezione di sei saggi tratti da questa raccolta. Si tratta di: La nuova biografia (che fra parentesi chiarisce il senso di quel Granito e arcobaleno); Sulla critica letteraria; Le visite a Walt Whiman; Lo stretto ponte dell’arte; Ore in biblioteca; Il romanziere e la vita.

Come si può constatare dai titoli, gli argomenti trattati dalla scrittrice sono quelli già presenti in altri suoi saggi: l’importanza della lettura e quindi del lettore; le regole sottese alla creazione e alla stesura di un romanzo; i commenti, spesso pungenti, sull’attività di alcuni suoi colleghi scrittori. Il tutto espresso con acutezza e intelligenza.

 

Terzo libro: “Leggere a caso”

copertina leggere a casoLeggere a caso costituisce un caso particolare. Il testo, inedito, fa parte di un progetto più ampio che avrebbe compreso un altro inedito: Anon, sempre pubblicato da Nuova Berti Editrice (e del quale non parlerò, non avendolo né acquistato né letto).

Siamo sempre in ambito saggistico. Questa volta, la scrittrice si concentra sulla figura del lettore. Per lo meno nella parte compiuta. A suo dire, il lettore nasce proprio in seguito alla crisi del teatro:

Fu probabilmente con la chiusura dei teatri che nacque il lettore. La curiosa facoltà di rendere visibili case e luoghi, gli uomini, le donne e le loro emozioni mediante segni su una pagina stampata non riuscì a svilupparsi fin tanto che dominava il teatro.

 

Oltre a Leggere a caso, il volume contiene anche L’ultima sera di Bloomsbury, saggio introduttivo del curatore e traduttore Massimo Scotti. Vi si descrivono le condizioni storiche, culturali e personali in cui nasce l’idea dei due testi “interrotti” di Virginia Woolf. Ci cono inoltre una serie di appunti e notazioni per un testo mai portato a compimento e che si sarebbe integrato con Anon e Leggere a caso.

In questo come in altro casi, rimane il rammarico per una scrittura che avrebbe potuto essere ma non è stata. E che si può soltanto immaginare.

 

Virginia Woolf, Lunedì o martedì, Parma, Nuova Editrice Berti, 2012.
Virginia Woolf, Granito e arcobaleno, Parma, Nuova Editrice Berti, 2013.
Virginia Woolf, Leggere a caso, Parma, Nuova Editrice Berti, 2016.

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Enrico Cantino

Recensore

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Enrico Cantino dovrebbe aver superato la cinquantina, ma non ne è sicuro nemmeno lui. Ha una laurea in materie letterarie, un blog su Tumblr e svariate passioni: i gatti, la scrittura, la lettura, i cartoni animati (giapponesi, in particolare), i "filmacci" come li chiama lui (horror, azione, demenziale, fantascienza, ecc. ma non disdegna qualche pellicola "seria"). Ha pubblicato con Mimesis, casa editrice di Sesto San Giovanni, sei libretti sulle serie animate nipponiche suddivise per generi: robottoni, eroine, guerrieri, sport di squadra, maghette, rapporti di coppia. Può darsi riesca anche a pubblicare qualcos'altro. Adesso vede.

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