“Una piccola bestia ferita” – Margherita Oggero


Voto: 3,5 stelle / 5

Una piccola bestia ferita di Margherita Oggero è il secondo libro avente per protagonista la professoressa e investigatrice dilettante Camilla Baudino.

Pubblicato da Mondadori nel 2003 e che ha poi ispirato la celebre serie televisiva RAI “Provaci ancora, prof” con Veronica Pivetti.

Di Margherita Oggero abbiamo recensito anche “La collega tatuata“.

Trama di Una piccola bestia ferita

La vicenda si svolge a Torino e vede per protagonista, per l’appunto, Camilla Baudino che è un’insegnante di lettere con una forte propensione a mettersi nei guai per via della sua passione a improvvisarsi detective.

La storia si svolge nello stesso condominio in cui abita la profesoressa.

La giovane figlia di una ricca e permissiva famiglia di vicini scompare all’improvviso.

La ragazza, di nome Karin, è descritta come viziata, arrogante e per niente simpatica che tratta male abitualmente il goffo fratello Christian.

Tutto fa pensare che Karin sia stata la vittima di uno strano sequestro di persona.

Camilla mossa più che altro da curiosità e dal senso di giustizia incomincia a indagare per conto proprio.

Tanto da ritrovare, ancora una volta, sulla sua strada il commissario di polizia Gaetano Berardi.

Tra i due si riaccendono i detti, non detti e quella specie di tensione sentimentale che era già emersa nel primo romanzo tanto da complicare ancora una volta la vita coniugale di Camilla, sposata con il fin troppo paziente Renzo.

Come al solito mi guardo bene da svelare il finale o dare troppi particolari altrimenti perchè dovreste leggerlo?

Tuttavia dico solo che la Baudino si districherà ancora una volta tra le dinamiche famigliari borghesi che non sono per niente limpide, segreti di condominio e le sue fin troppo piene giornate di scuola e di famiglia e tra una cosa e l’altra arriverà a svelare il mistero ( e la verità) che si nasconde dietro a quel rapimento.

Recensione

Una piccola bestia ferita è un giallo leggero e ironico che scorre bene, per lo meno, per i suoi tre quarti del libro.

Tuttavia verso la fine del libro, le ultime trenta pagine, perde un pò di ritmo.

Ma andiamo a vedere nello specifico i punti di forza e quelli deboli.

I punti di forza

Il vero e proprio motore del libro è la professoressa Baudino. E’ un personaggio ironico, pasticcione, ma anche acuta e molto umana. La scrittrice, Oggero, ha avuto un passato da insegnante e per tale ragione credo che sappia alla perfezione come si svolgono tali dinamiche. L’interazione e il gioco di sguardi con il commissario Berardi aggiungono un pò di pepe alla narrazione.

I punti deboli

Se sei alla ricerca di un giallo vero e proprio che sia anche a alta tensione con dei risvolti noir resterai deluso. L’intreccio giallo a tratti passa in secondo piano rispetto alle vicende personali e sul finale, l’ultimo capitolo, è un pò troppo rallentato e a tratti noioso in quanto sembra quesi scritto di getto quasi come se non fosse stato nemmeno riletto. Per lo meno questa è la mia impressione.

Conclusione?

In conclusione è una lettura consigliata a chi ama i gialli all’italiana dove il delitto o il mistero sono solo il pretesto per raccontare con più o meno arguzia le virtù della società contemporanea.

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