
Scrive questo, Maria Teresa Marzullo nella premessa del libro “La vita e l’arte di Maria Luisa Spaziani: un beato nastro di Möbius”, edito nel gennaio 2026 da NeP Edizioni:
“Non ricordo precisamente quando ho letto, per la prima volta, Maria Luisa Spaziani, ma ricordo molto bene la pienezza, la meraviglia, la bellezza del primo incontro, quel primo sguardo che mi e arrivato dritto al cuore.”
Non si può non essere d´accordo con questa affermazione, perché la poesia della Spaziani arriva dritta al cuore in maniera semplice, autentica, senza sfarzi . Il nastro di Möbius ne è l´esemplificazione: un’unica faccia che sfida la distinzione tra interno ed esterno, così l’opera della Marzullo ci suggerisce che nella vita di Maria Luisa Spaziani l’esistenza vissuta e l’espressione poetica siano un tutt’uno inscindibile.
Ringraziamo la casa editrice per la copia digitale ricevuta in omaggio.
DI Maria Luisa Spaziani abbiamo parlato anche qui.
Trama di La vita e l’arte di Maria Luisa Spaziani
Il libro ripercorre le tappe fondamentali della “poeta” (termine che la Spaziani preferiva a poetessa per rivendicare il valore assoluto dell’opera al di sopra del genere):
Non si puo´parlare della Spaziani senza accennare a Eugenio Montale e al loro sodalizio, ” un sogno incompiuto”, un’amicizia amorosa e intellettuale che si nutriva di versi scambiati come lettere in un romanzo epistolare. Marzullo descrive con delicatezza come i due si incontrassero “nella curvatura trigonometrica” della Poesia. Splendide sono le finezze poetiche che entrambi si dedicarono, comunicando come in un codice esclusivo. E splendide sono le parole che in numerose interviste Montale usò per descrivere colei che era la sua fonte inesauribile di vitalità.
Prendendo spunto dall’omonima raccolta, l’autrice esplora il concetto di poesia come “oasi” — un luogo di ristoro e bellezza — pur nella consapevolezza della sua natura effimera e transitoria.
Emerge con forza il ritratto di una donna libera e indipendente, che considerava l’indifferenza come la colpa più terribile e vedeva nella poesia un atto di civiltà e di coraggio.
Recensione
Per la Spaziani, il peccato più grave che un essere umano (e un intellettuale in particolare) possa commettere è l’indifferenza. La “parola” non è un ornamento, ma uno strumento di resistenza contro l’apatia e il vuoto di valori. Scrivere significa prendere posizione, testimoniare la propria presenza nel mondo e non sottrarsi al fluire della storia. La responsabilità del poeta risiede nel dare un nome alle cose, strappandole all’insignificanza.
La responsabilità si manifesta anche nella forma. La Marzullo sottolinea come la Spaziani ricercasse una precisione quasi geometrica (il richiamo alla “geometria del disordine”). Usare la parola “giusta” non è solo una scelta stilistica, ma un atto di onestà verso il lettore e verso la realtà stessa. Manipolare il linguaggio o usarlo in modo approssimativo significa tradire la verità. Per la “poeta”, ogni vocabolo deve essere pesato, poiché ha il potere di costruire o distruggere mondi.
Un capitolo cruciale del libro è dedicato alla “stella del libero arbitrio”. Qui la Marzullo spiega come, per la Spaziani, la poesia sia l’espressione massima della libertà umana. La parola poetica è l’esercizio del libero arbitrio: il poeta sceglie di non essere vittima del destino o del caos, ma di dare un ordine di senso agli eventi. Questa scelta comporta una responsabilità enorme: quella di essere “sentinelle” della coscienza collettiva.
La parola ha la responsabilità di durare. In un mondo dominato dal consumo rapido e dalla comunicazione superficiale, la parola poetica della Spaziani aspira all’eterno (il “beato nastro di Möbius”). Responsabilità significa dunque sottrarre l’esperienza umana all’oblio.
La Marzullo riesce a tessere una narrazione che è al contempo saggio e antologia, alternando riflessioni critiche a una selezione accurata di liriche che scandiscono i momenti della vita della Spaziani. Il linguaggio è ricco di informazioni ma mai pedante, rendendo il volume accessibile sia agli studiosi che ai semplici amanti della letteratura.
“La vita e l’arte di Maria Luisa Spaziani” è un libro d’amore. È un atto di devozione verso una delle voci più raffinate del Novecento italiano, capace di ricordare al lettore che “scrivere equivale a vivere pienamente”. Un’opera preziosa per chiunque voglia riscoprire il valore della parola e voglia avvicinarsi a una delle esponenti della letteratura italiana troppo spesso dimenticata.



