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“Zahra o la nostalgia” – Mohamed Amine Bour

Capita a volte di imbattersi per caso in un libro e di venirne attratti dal titolo. In Italia, “Zahra o la nostalgia” è stato autopubblicato a luglio 2020. Iniziando la lettura poi si rimane piacevolmente sorpresi dal contenuto, dallo stile e dal messaggio, soprattutto scoprendo che l’autore, Mohamed Amine Bour, è un giovanissimo studente universitario.


Cos’è Zahra o la nostalgia

zahra-o-la-nostalgia-copertinaZahra è la nonna del poeta, colei con cui egli ha trascorso la sua infanzia, una figura matriarcale , che sebbene non avesse mai imparato a leggere e a scrivere, era in grado di analizzare la realtà in maniera molto chiara.

Tutta la raccolta è a lei dedicata.

È stata scritta, come lui stesso afferma nell’introduzione, nello spazio tra il tramonto e l´alba, quando per allontanarsi dal baccano della città si guarda il cielo “per sfuggire il troppo e cercare la semplicità”.
In ogni poesia, la figura di Zahra è il faro che aiuta a fare chiarezza, che mostra la via maestra, la linea su cui disegnare il proprio percorso di vita. Ma è al tempo stesso ricordo e nostalgia per tutto quello che era e che non potrà più essere.

Recensione

Nonna Zahra rappresenta con il suo ricordo, lo spirito centrale della raccolta, l´anello che lega il poeta alla sua terra natale, il Marocco, lasciata da ragazzino per raggiungere l´Italia, anche se lei non approvava questa scelta. In conseguenza di questo, seguirono anni di rapporti distanti, fatti solo di conversazioni telefoniche.
Solo al momento della morte della nonna l´autore capisce pienamente il ruolo di questa donna , la grandezza di questa figura, che diventa filtro per guardare il mondo, per giudicare, analizzare, comprendere, diventa “nostalgia di qualcosa che si ebbe e che si vuole invano riavere”, come lo stesso Amine scrive.
Zahra diventa quasi una presenza immaginaria con cui parlare, un rifugio dove trovare un angolo di serenità, uno specchio dove guardare per conoscere se stesso.
Lo stile di Amine è uno stile semplice, senza orpelli, lo stile proprio di chi usa la poesia non per stupire, ma per riflettere, per raccontarsi , per conoscersi . Ogni parola, seppur semplice, non è mai casuale, segue il flusso dei sentimenti e dei pensieri.
Il poeta, attraverso la sua poesia, non cerca di raccontare la realtà, ma si estranea in qualche modo da essa, come se ne fosse uno spettatore, per cercare di comprenderla.
Molteplici sono i temi affrontati, e ogni poesia ha un piccolo messaggio, un frammento di vita che l´autore regala al lettore.
Impossibile dire quale tra le poesie sia la più bella, sarebbe assolutamente riduttivo, ne scelgo una fra le tante dedicata alla nonna, in cui, con estrema semplicità traspare tutta la nostalgia per questa donna meravigliosa:

Ti ho salutata come si saluta
un amico sicuro
che presto t’avrei ristretta
non pensando fosse un addio.

Ti ho salutata nella leggerezza
d’un mattino estivo
non pensando fosse l’addio.

Ora è primavera
e tu nel ricordo perduri leggera.

Stupisce come un ragazzo veramente giovane riesca a concepire, rielaborare ed esporre sentimenti e concetti cosi profondi in maniera lucida e consapevole e che riesca a dar voce a tanti pensieri che ognuno di noi ha.

90%
Profondo

Zahra o la nostalgia

Consigliato a chi cerca nella poesia una chiave di lettura di sè stesso e del mondo circostante.

  • Voto redazione

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