
“Il pescatore di stelle” è il nuovo libro di Peppe Millanta, pubblicato da Rizzoli a metà maggio 2025 e illustrato da Lavinia Fagiuoli.
L’ho letto appena uscito, ma riesco a scrivere la recensione solo ora, a luglio. Come mai? Tra poco ve lo spiego.
Di Peppe Millanta abbiamo recensito anche “Cronache da Dinterbild” e “La rotta delle nuvole”.
Trama de Il pescatore di stelle
Il protagonista de “Il pescatore di stelle” è un ragazzo di undici anni che vive in una casa famiglia e segue il richiamo delle stelle cadenti.
Si accorge che sembrano precipitare in un punto preciso del mare e raggiunge, così, la costa.
Qui conosce il pescatore di stelle, che gli rivela i meccanismi dei desideri.
Recensione
“Il pescatore di stelle” mi ha ricordato da subito “Il piccolo principe” e non ho potuto fare a meno di amarlo. C’è la stessa dolcezza, nel dialogo tra l’anziano e il bambino, lo stesso sapore dolceamaro. Una simile semplificazione nello spiegare il mondo.
Il lettore sente che la sua parte più indifesa viene presa per mano; a lei vengono spiegati cambiamenti ed emozioni che lui non è più in grado di nominare.
Perché, ordunque, ho impiegato tanto a scrivere e pubblicare la recensione? L’autore ha fatto in tempo a presentarlo in lungo e in largo e io ancora qui a metabolizzare.
“Ciò che chiami “desiderio” non è così diverso da ciò che chiami “vita”. Si tratta della stessa, identica, energia”
Il fatto è che “Il pescatore di stelle” lascia una malinconia e una dolcezza profondissime.
Il libro parla a quel lato di noi che ha bisogno ancora di sperare. Se volete lo possiamo anche marchiare come albo per ragazzi, visto che è così che viene venduto, ma sappiate che anche all’adulto parla molto.
Mentre gli occhi del protagonista cercano desideri da accoppiare, il lettore ragazzo sa che questo succederà; il lettore adulto invece trema e sa che questo potrebbe non succedere.
Perché spesso non succede.
E qui arriva la malinconia.
“Un desiderio impossibile è una dannazione, perché diventa a poco a poco una pena, poi un tormento e infine… un destino”
Provo a non rovinarvi il finale, ma posso dirvi che è lì, poi, che arriva la dolcezza. È un finale che probabilmente il lettore adulto intuisce presto, ma non fa niente, mica è un giallo; anzi, una volta intuito gli si affeziona, spera che le cose vadano proprio come ha immaginato, perché allora il mondo sarebbe un posto migliore. Perché è bello ricordare che a volte i desideri si avverano.
“Dal di fuori non sembra sia cambiato nulla, ma dentro è cambiato tutto, i pesi sono differenti, si assestano diversamente, e tu cammini diversamente, e, senza neanche accorgertene, modifichi la tua rotta.”
In uno stile che coccola e un immaginario che fa sognare, “Il pescatore di stelle” è uno di quei libri che riescono a fare da ponte tra più generazioni, proprio come “Il piccolo principe”. È capace anche di far scappare la lacrimuccia quando tocca nervi troppo scoperti.
…Poi non ditemi che non vi avevo avvisato.



