“L’ultimo mago” – Francesca Diotallevi


Voto: 4 stelle / 5

Dopo aver fatto conoscere la storia di Vivian Maier , Francesca Diotallevi torna a far emergere dal buio una figura del Novecento e lo fa in occasione dei trent’anni dalla sua scomparsa. Si tratta dello psichico Gustavo Rol, di cui viene raccontato ne “L’ultimo mago”, pubblicato da Neri Pozza ad aprile 2024.

Trama de “L’ultimo mago”

Carisma, abilità e illusionismo sono alla base di questo romanzo che intende dipingere un uomo che ha fatto parlare di sé. Si chiamava Gustavo Rol e ha conquistato tantissimi personaggi famosi, da Dino Buzzati a Federico Fellini (che pare non prendesse la cinepresa senza averlo consultato). Anche Piero Angela si è interrogato su di lui.

Francesca Diotallevi ce lo presenta in terza persona, tramite il suo protagonista: Antonio Giacosa, detto Nino, che torna a Torino per problemi di soldi e, seguendo una donna che ha amato, finisce per assistere a qualche evento a metà fra il paranormale e la prestidigitazione.

La storia culmina nella notte di Capodanno del 1960, aggiungendo misticismo, misteri e fascino a una storia su cui non si saprà mai la verità.

Recensione

Lo stile di Francesca Diotallevi è sempre piacevole da leggere. È un’autrice che sa mettersi al fianco dei propri personaggi, con la giusta sensibilità. La sfida qui era importante: Gustavo Rol, come dice lei stessa, è un uomo che ha puntato più a sparire, che ad apparire.

“(…) Ma forse l’inferno non era fatto di fiamme e demoni (…) L’inferno doveva avere più l’aspetto di una città sobria e austera, in cui si era costretti a passeggiare al fianco di una donna che non si poteva stringere a sé e a cui occorreva tacere ogni sentimento.”

Per provare ad avvicinarsi alla cortina di fumo che lo avvolge, l’autrice ha immaginato un uomo in cerca di una storia da raccontare e che comincia, quindi, a scavare nella sua, così oscura. In questo modo possiamo spaziare nella vita e nei rimpianti di quest’uomo, Antonio Giacosa, e lasciarci rapire dalle atmosfere di una Torino sconosciuta, a cavallo di due decadi.

“Un vero scrittore non nega mai l’esistenza della magia, ne conosce il valore. Provi a togliere la magia da qualcosa di scritto e avrà solo un mucchio di povere parole”

Ho trovato “L’ultimo mago” un bel romanzo che non vuole dare rivelazioni o lanciare sfide, ma provare a conoscere un uomo inconoscibile, ambiguo e sfuggente. Qui c’è un documentario molto interessante, trasmesso da “La storia siamo noi”.

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