
“Ossa” (ed. Il viandante) è un libro di un autore abruzzese che conosco di persona, Giampiero Margiovanni, e che ho acquistato a una presentazione nel 2019. Per il 2026 sono determinata ad attingere il più possibile dai miei scaffali, così finalmente è arrivato il suo turno.
Di Giampiero Margiovanni abbiamo recensito anche “Verrà la notte”.
Trama di Ossa
I diciassette racconti di “Ossa” hanno caratteristiche gotiche, distopiche, crime, splatter: quei generi, insomma, in cui l’uomo cade vittima dei suoi vizi e dei suoi eccessi. In essi il potenziale di violenza e di cinismo dell’uomo trova il modo di esprimersi nella realtà, fino a prendere forme surreali.
La maggior parte dei personaggi di questa raccolta sono marciti nella loro solitudine, e hanno cominciato a scavare nei propri abissi.
Recensione
“Ossa” è una raccolta di racconti che, a fronte di un editing più raffinato, non sfigurerebbe accanto ai filoni più battuti ancora oggi dalla letteratura contemporanea. Nonostante Giampiero Margiovanni spieghi, nei ringraziamenti, che non era questo il tipo di libro che aveva in mente, e che presenta “i pipistrelli” che ha nella testa, esso rappresenta ugualmente una parte di immaginario condivisa, cinica e senza scampo.
Lo spirito dietro questi racconti non è meramente estetico, ma didattico. Spesso l’autore sceglie una morale, un messaggio, una riflessione in cui è chiaro che l’intento è dare valore all’umanità e alla vita, invece che all’alienazione e alla morte.



