“La sposa giovane” – Alessandro Baricco


Voto: 3 stelle / 5

“La sposa giovane” di Alessandro Baricco (Feltrinelli 2015; io l’ho letta nell’edizione Mondolibri uscita nello stesso anno) è strutturato come una favola. Non ha luoghi chiari, né nomi di persona, ma solo archetipi.

Di Alessandro Baricco abbiamo recensito “Tre volte all’alba”, “Novecento”, “The Game

Trama de La sposa giovane

La Sposa giovane arriva a sorpresa nella famiglia del suo promesso, e viene accolta da Madre, Padre e Figlia. il Figlio non c’è, è all’estero, e sta tornando a pezzetti inviando parti di mobilio alla volta, ma nessuno sa quando arriverà. È una storia alla “Waiting for godot”, in cui la Sposa resta incastrata in una Casa da trentasei gradini perché dalla sua è scappata. Madre, Padre e Figlia fanno buon viso a cattivo gioco, e lei può solo attendere, osservando da esterna le loro abitudini e le loro stranezze.

Sulla famiglia grava anche una maledizione: si muore solo la notte.

Recensione

Ne “La sposa giovane” sembra di essere nella favola della bella addormentata, in un luogo non menzionato ma difficile da immaginare. Non basta nominare l’Inghilterra per cercare di geolocalizzarlo: è tutto talmente sospeso e quasi onirico che sembra di essere in una realtà inesistente.

“(…) gli parve ragionevole registrare come nello sparire di quel ragazzo stava scomparendo un poco anche lui: poteva percepirla come una minuscola emorragia, e misteriosamente sapeva che a trascurarla si sarebbe allargata senza tregua”

Il romanzo è carino e carico di metafore, ma disorientante. Mi sembrava una narrazione “normale” e invece quel mattacchione di Alessandro Baricco si mette a spostare la voce narrante in mezzo al paragrafo: ogni tanto entra talmente bene dentro un personaggio che la narrazione in terza persona diventa improvvisamente in prima e poi torna in terza e quindi il lettore ci mette un po’ a capire il gioco.

“Così mi spiegò che è un contagio sottile, e mi dimostrò come in ogni gesto, in ogni parola, padri e madri non fanno che tramandare una paura”.

Una scelta, invece, che non ho pienamente compreso è indugiare in alcune scene erotiche secondo me non funzionali. La speculazione sull’attesa e sul mistero gravitante sulla Casa era già abbastanza interessante e promettente: non ho trovato funzionale l’indugio sulla sensualità di alcuni personaggi, perché non ha portato da nessuna parte.

Commenti