“Andy Warhol” – Enrico Pitzianti

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Voto redazione

4 stelle

Data di pubblicazione

16 Feb, 2022
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7

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Lasciatevi stupire da questa indagine giornalistica, lasciatevi sorprendere da quanta arte nasconde un disagio riscattato con la provocazione volutamente esasperata. Vi stiamo per parlare di “Andy Warhol. Inchiesta sul re della Pop Art” di Enrico Pitzianti (2020).

Ringraziamo la casa editrice Diarkos per la copia cartacea inviata in omaggio.

Trama di Andy Warhol. Inchiesta sul re della Pop Art

Il successo, la fama e la popolarità di Andy Warhol tendono a soffocare la realtà politica contemporanea, la ribellione sessuale seppur ampiamente palesata. Dietro le immagini multicolori di noti visi, o anonimi barattoli di pomodoro, avremo modo di leggere uno spaccato ironico irto da temi spinosi. Vi è l’ossessione dell’apparire, le armi e il sogno americano inseguito dai migranti di tutto il mondo.

Indubbiamente Andy Warhol è tra uno degli artisti apparsi sulla scena glamour e pop, estremamente significativo, apprezzato e riconosciuto come mentore nell’universo dell’arte degli anni 70 e 80, ma tutto lo scintillio di quegli anni, ha origine da un fuoco gelido di spaesamento, sofferenze infantili e violenze subite.

Recensione

Enrico Pitzianti, giornalista, pubblica il suo primo libro. Un libro che si svincola dai canoni delle biografie statiche, scarniche e ridotte ad un manuale d’uso e manutenzione.

Andy Warhol, ovvero Andy Warhola, nasce a Mikowa, paese dei Carpazi situato tra Slovacchia, Polonia e Ucraina. Figlio di emigranti in seconda generazione, deve la formazione della propria personalità, proprio alla condizione culturale.

Raramente si tratta l’argomento radici, parlando di Warhol, generalmente si fotografa una biografia classica, un documentario a ritroso sulla carriera, una ricerca di ciò che può aver influito a plasmare la personalità dell’artista. In queste pagine troveremo rada biografia, con pochi o inesistenti aneddoti e dettagli. Un lancio del guanto verso il pubblico lettore, a sfida della conoscenza di Warhol, oppure la si potrebbe definire una scelta spudorata dell’autore, che con estrema sicurezza di sé ritiene inutile una biografia per condire questo libro.

Ben rappresentata è la provocazione a tenere un atteggiamento esplicito e spettacolare, mostra come Warhol sa dimostrare, palesando la sua tendenza omosessuale. Con questo atteggiamento, normalizza il discorso, portando il divenire dialogo in un dialogo comune. Ovviamente la sessualità dall’artista è borghesia e scandalo, esternato il proprio orientamento sessuale, come Warhol ha saputo fare, porta a comprendere il gusto personale della vita. Le radici di provincia, la chiusura sociale che impedisce l’espressione libera e artistica e soprattutto esaltava la repressione omosessuale. Fu proprio In questo periodo ed In questo contesto, in questo clima di minacce che Warhol si riconobbe come se stesso

Questo testo che offre una lettura sociologica, una interessante scoperta che porta il discorso su reputazione economiche e disagi sociali legati alle più attuali sfaccettature contemporanee. Warhol non di meno è lui stesso promotore di vessazioni e sfruttamento di stagisti e figure di spalla. In definitiva Warhol si trova a essere un ottimo predicatore, ma un pessimo esempio. Il cinismo contraddistingue l’artista, come lo contraddistingue il sentimentalismo legato alla ambigua arte che rappresenta il mondo come dovrebbe essere al suo occhio.

Decisamente un notevole saggio su un’artista di cui tutto è stato scritto. In questo libro troverete una profonda e accurata ricerca.

Daniele Cavani

Recensore

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Mi chiamarono Daniele ma in realtà sono nessuno o meno se preferite. Leggo tra le righe del romanzo, leggo le bianche lettere scritte sul bianco foglio. Non so scrivere, a malapena so leggere le bianche parole, ma so riconoscere la sensibilità e il talentuoso esprimersi. Non amo chi si verga in virtù del lettore, non amo chi lascia un romanzo a interpretazione del vacuo. Tento di parlarvi con recensioni che evadono dalle linee del pentagramma imposto dalla massa. Non vi parlerò del romanzo, ma lo leggeremo a spalle chiuse. Nei miei viaggi al centro dell'animo oltre la corteccia, non conteremo i cerchi della vita, non avrete il chiaro e lo scuro, per averlo dovrete leggere voi stessi il romanzo proposto, io vi sferzero' con la penna che d'oca fu'. Daniele Cavani

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