“Dis-sentire il silenzio” – Florideo A. Matricciano

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Categorie

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Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

10 Nov, 2021
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7

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“Dis-sentire il silenzio” è una raccolta di poesie di ispirazione orientale del poeta Florideo Matricciano pubblicata da Tabula Fati a settembre 2021. Ringraziamo l’autore e la casa editrice per la copia cartacea in omaggio.

Cos’è Dis-sentire il silenzio

Si tratta di centouno poesie brevi scritte in lingua italiana usando le tecniche orientali del tanka, haiku e senryū. Un’operazione interessante, che permette di avvicinarci al sapore di questi stili altrimenti incomprensibili per noi. Di solito, infatti, riceviamo la poesia giapponese già tradotta in italiano e inevitabilmente non è possibile rintracciarvi la divisione in suoni e in sillabe con cui è stata concepita.

La raccolta è divisa in sezioni che sembrano seguire la luce del sole: “Crepuscolari”, “All’aria aperta”, “Inizio d’anno”, “Primavera”, “Estate”, “Autunno” e “Inverno”. È inoltre aperta dal breve saggio divulgativo “Di sorso breve”, che passa in rassegna queste tecniche di poesia spiegandone l’organizzazione fonetica, la struttura metrica e il profondo legame con concetti come vuoto, sobrietà, “nessunità”, identificazione con la natura.

Recensione

Le poesie di Florideo Matricciano si muovono attraverso la pagina quasi a voler evocare l’immagine del vento che spazza un viale. Si muovono nel complesso concetto della fedeltà alla parola, scavandola e aggirandola per squadrarla da ogni lato e giocarci, tendere trabocchetti, sorprendere.

“S’intenerisce

la luna… quando guarda

la terra piena?!”

È una poesia che è in grado di estrapolare, dalla quotidianità, sia il buffo sia il dolore, sia l’ameno sia l’esistenziale. Si avvicina al mistero, lo annusa, lo sfiora, lo lambisce, trionfa nel non detto.

“Nessuna voce.

Troppo ai silenzi troppo a

lungo ho parlato.”

Queste poesie sacre volteggiano tra il sacro e il profano, scherzano con il lettore e sorridono alle apparenze con un angolo della bocca. Consigliato a chi accetta di non fermarsi alla prima impressione e ama l’ambivalenza delle parole.

Cristina Mosca

Recensore

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moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

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