“Fiore di roccia” – Ilaria Tuti

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Voto redazione

4,5

Data di pubblicazione

3 Nov, 2020
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7

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Le Alpi carniche fanno da cornice a un romanzo che porta alla luce delle figure dimenticate dalla storia: quelle delle portatrici che operarono sul fronte a fianco dei soldati regi, e che diedero un apporto essenziale durante la grande guerra.

Trama di Fiore di roccia

Agata è una donna forte, coraggiosa e resiliente come tutte le donne che con la gerla in spalla danno supporto ai soldati regi al fronte. Con gli scarpetz ai piedi, trascorre la guerra tra casa e trincea, avanti ed indietro da Timau al fronte tra bombardamenti e attacchi nemici, rischiando più volte di perdere la vita. Un giorno, di ritorno a casa, spara ad un soldato austriaco, che pensa di aver ferito a morte. Poco dopo scopre che in realtà è miracolosamente sopravvissuto, così decide di portarlo a Timau in un luogo appartato e nascosto, lontano dagli occhi indiscreti e sospettosi dei paesani. Inizierà a poco a poco a conoscerlo, e la confidenza che timidamente nasce tra loro due si tramuterà presto in qualcosa di diverso e di inaspettato.

Recensione

La forza evocativa della Tuti è molto coinvolgente, e riesce ad immedesimare il lettore pienamente nel romanzo. Il suo stile è originale, pieno di colori e sfumature diverse, e caratterizzato da un vocabolario molto forbito. L’autrice snocciola la storia come se stesse spalmando un miele di qualità su un pezzo duro di pane, mitigando la cruda e spietata realtà della guerra con descrizioni morbide, dolci e mai banali. La sorpresa finale è uno spunto interessante ed originale, lontano da cliché e pregiudizi che ancora caratterizzano la nostra società.

Il setting carnico emerge in tutte le sue sfaccettature, dai gioghi friulani fino alla realtà di paese, in cui Agata si muove senza un attimo di pausa. Il libro ha d’altronde un buon ritmo narrativo e non stanca mai, anche se l’autrice in alcuni punti di suspense tende a dilungarsi troppo in descrizioni che attenuano le parti thriller del romanzo. Ma è comunque l’unico piccolo neo di un libro davvero interessante e avvincente, che porta alla luce una storia sottaciuta per anni: quella delle portatrici, donne forti e solide il cui aiuto al fronte risultò essere fondamentale per le sorti della guerra.

Davide Bernardin

Recensore

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Davide Bernardin è nato a Feltre (BL) e vive a Bologna; ha trascorso gran parte della sua vita a Tonadico, nella valle di Primiero (TN). Laureato alla magistrale in Letterature euroamericane all’università di Trento, lavora come insegnante. Amante del rock’n’roll classico e orecchiabile, e della lettura intima e avvincente, dedica parte del suo tempo libero a scrivere canzoni, poesie e romanzi. Nel giugno 2020 pubblica il poema "Viaggio nel tempo - Tirannia, amore e ribellione", e nel maggio 2022 pubblica "Quella casa in fondo alla pianura", un romanzo storico ispirato in parte alla storia vera della famiglia di Cain Wall, schiavi statunitensi ignari per moltissimi anni dell'abolizione della schiavitù. Riguardo alla lettura, i generi che predilige sono i romanzi storici e quelli thriller/suspense.

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