“Grotesque” – Natsuo Kirino

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Voto redazione

5 stelle
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7

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“Grotesque” di Natsuo Kirino (Beat 2021) è un ponderoso thriller, documentato come un reportage sul Giappone contemporaneo e avvincente come un saggio sulla psicologia femminile. Dello stesso autore abbiamo recensito anche “Pioggia sul viso“.

Trama di Grotesque

Due sorelle sanguemisto conoscono per esperienza diretta i capricci della sorte. Yuriko possiede una bellezza eccezionale: i tratti nipponici materni sono stati sublimati da quelli caucasici del padre svizzero.

“Yuriko era talmente bella da suscitare orrore. Sulle prime chiunque rimaneva letteralmente sopraffatto dal suo incanto. Poi a poco a poco quella sua bellezza assoluta si faceva opprimente, fino a trasformarsi in qualcosa che provocava pura inquietudine.”

Questo è il pensiero della sorella più grande, di cui il lettore ignora il nome proprio, condannata o almeno sembra a rimanere la sorella brutta di Yuriko e viceversa. Sembra. Questa volta i particolari fisici meno attraenti dei genitori si sono saldati in un insieme sgraziato ed ordinario.

Se tutti vedono e guardano Yuriko, nessuno vede la sorella e quando accade viene guardata solo la sua bruttezza. Legate a doppio filo come due gemelle omozigote, completano nell’altra la loro identità sociale. Entrambe suscitano stupore ed indulgenza nel prossimo, anche se per motivi diversi.

Nel caso di Yuriko trattasi dello stupore per una bellezza straordinaria accompagnato dall’indulgenza che essa provoca, secondo un trapianto nipponico della kalokagathia Greca che attribuisce alla bellezza uno spessore etico. Vedremo che Yuriko, amorale per scelta e, a suo dire per necessita’, non merita forse tale benevolenza.

L’altra sorella

Nel caso della sorella brutta, invece, il prossimo commisera con indulgente stupore una ragazza sfortunata. Fino all’adolescenza è il destino a decidere per loro. Poi, complici dolorose vicende familiari, ciascuna fa scelte diverse o non sceglie per arrivare alla stessa meta chi prima, chi poi. Una delle due, prossima alla quarantina, viene brutalmente uccisa mentre esercita con aggressivo cinismo e indifferenza per il dono ricevuto dagli dei il mestiere piu’ antico del mondo. Anche se il responsabile, reo confesso, viene assicurato alla giustizia il lettore non viene gratificato da una conclusione certa in cui giustizia e verità trionfano.

L’impostazione a quattro voci narranti, infatti, impone un relativismo nemico della verita’. Chi mente? Chi bara e chi no? Una sorta di “Cosi’ e’ se vi pare” nella cultura del Sol Levante.

Recensione

Un romanzo non semplice. Natsuo Kirino sorprende il lettore con bordate inaspettate, nel rispetto della coerenza psicogica dei personaggi. Come l’epilogo che piomba inatteso come una palla curva a baseball.

Dirompente l’impatto.

Emerge un tessuto sociale competitivo e rigidamente classista. La pietas dei figli verso i genitori un optional o un fardello. Malgrado la feroce selezione meritocratica dei test di ammissione, chi non proviene da una famiglia ricca rimarrà un paria.

Il successo professionale, per chi ha dovuto sudare per ottenerlo, l’unica misura del proprio valore, del proprio esserci nel mondo. In questo spaccato drammaticamente reale, la bellezza non e’sempre un mezzo di ascesa sociale, come nella migliore tradizione del romanzo ottocentesco. Anzi. Il successo nel mondo del lavoro, per esempio, viene raggiunto a caro prezzo dalla sgraziata Kazue che fa orrore agli uomini delle cui attenzioni ha un disperato bisogno. Per vincere, questo sembra suggerire l’autrice, ci vuole un jolly: DIVENTARE GROTESQUE.

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Laurea in Cattolica, docente alle Superiori, vivo a Milano nel tormento della movida e mi rifugio nella pace della Toscana.

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