“Il corpo sottile” – Claudia Fiorotto Zampieri


Voto: 4 stelle / 5

Otto racconti compongono questo libro, “Il corpo sottile”, scritto da Claudia Fiorotto Zampieri, pubblicato nel 2013 dalla Giovane Holden Edizioni. Le protagoniste sono bambine o adolescenti, madri e figlie, donne che si scontrano con il dolore e, sfidandolo, rinascono.

Trama de Il corpo sottile

Delineare la trama di una raccolta è ovviamente impossibile. Possiamo cogliere alcune caratteristiche, quali la concretezza, l’autenticità, l’adattamento, la sensibilità che contraddistinguono le figure femminile di questo libro. Nei due racconti più lunghi, ” Il corpo sottile” e “Mia madre è nella luce”, incontriamo rispettivamente un’adolescente con “una fame d’amore disattesa” e una madre accompagnata dalla figlia nel percorso di fine vita.

Recensione

Se il lettore cerca un libro d’azione, Il corpo sottile non risponderà alle sue richieste. Eppure in questi racconti c’è dinamismo. Le donne si muovono, si modificano, si evolvono, spesso dentro universi di dolore, affrontando la vita come si presenta, con corpi che cadono ma si sanno aggrappare, attingendo a risorse innate o ricostruendo amori appassiti. Spesso gli avvenimenti sono solo appigli cui appendere sensazioni e sentimenti.
Sono donne in continua ricerca di quelle carezze non corrisposte, ma che loro non lesinano di dare agli altri.
Nel racconto ” Il corpo sottile”, che dà il titolo al libro, una ragazza anoressica che chiude in una cassa i propri bisogni, calati in una parte invisibile, vuole rendere il proprio corpo così inconsistente da percorrerne il perimetro con una sola carezza.
Scopriamo una madre dalle mani grandi e raffinate che hanno saputo dare ben poche carezze, probabilmente non le hanno conosciute, mani che hanno assolto i loro doveri, mani rette ed oneste che non hanno permesso alla figlia di sentire l’onda carezzevole dello spirito.

C’è anche chi sa inneggiare a sentimenti profondi e rassicura uomini pavidi con l’amore che accarezza la sera.

Personalmente, mi ha emozionato il racconto toccante “Mia madre è nella luce”, dove la morte è trattata con profonda, raffinata delicatezza.
In tutte le storie il coinvolgimento personale della scrittrice è evidente. Anche in quelle più intense l’autrice ha saputo mitigare il dolore, dando un tocco di leggerezza. Con forza espressiva che dà voce ai sentimenti, contrappone ad una visuale superficiale tipica dei nostri giorni una declinazione di vita piena, portando alla luce ciò che è sotto gli occhi di tutti, ma non degno di nota. Nel libro c’è la sofferenza e c’è il disagio, ma si avverte che da essi possono nascere forza e riscatto. Il messaggio che una possibilità esiste sempre è, in fondo, ciò di cui abbiamo bisogno.

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