“Il fantasma di Canterville e altri racconti” – Oscar Wilde


Voto: 4 stelle / 5

Queste storie mi hanno scatenato emozioni contrastanti. “Il fantasma di Canterville e altri racconti” racchiude cinque racconti di Oscar Wilde scritti tra il 1887 e il 1888.

Di Oscar Wilde abbiamo recensito “La ballata del carcere di Reading“. Su Oscar Wilde abbiamo recensito la biografia di Matthew Sturgis “Oscar. Vita di Oscar Wilde

Trama de Il fantasma di Canterville e altri racconti

Partiamo da “Il fantasma di Canterville”, storia raccontata con un filo d’ironia e ha ispirato anche un film, seguito da “Il principe felice”, dove un’amicizia nata tra una statua e una rondine darà luogo a una storia di incredibile generosità.

Poi c’è “L’usignolo e la rosa” dove il tema principale è il sacrificio, successivamente troviamo la storia de “Il gigante egoista”, che penso noi tutti conosciamo, e per terminare “Il delitto di Lord Arthur Savile”, un racconto che dovrebbe farci aprire gli occhi su quello a cui decidiamo di credere.

Recensione

Ne “Il fantasma di Canterville” ho avuto da subito una sensazione di dejà-vu, ma era una sensazione molto particolare, in quanto mi sentivo legata ad un ricordo della pagine di un Topolino di quando era bambina, Infatti poi ho trovato su internet la conferma che la Disney ne aveva ricreato la storia in versione “paperesca”, dove vi troverete a parteggiare per il fantasma invece che per la famiglia che lo conosce.

“Il principe felice” è invece una storia di generosità, in cui il principe, aiutato da una rondine, dà tutto ciò che ha di più prezioso per aiutare gli altri, ma il finale mi ha ricordato un po’ la storia del soldatino di piombo.

“L’usignolo e la rosa” è la storia che invece mi ha lasciata più scossa, dove un enorme sacrificio fatto per dare una possibilità all’amore viene sminuito e distrutto nell’insensibilità della natura umana.

“Il gigante egoista” è la famosissima storia del gigante che caccia i bambini dal suo giardino e la primavera si rifiuta di arrivare per l’egoismo del gigante, finché lui non permetterà ai bambini di tornare a giocare nel suo giardino. Quello che avevo dimenticato, o forse non avevo mai saputo, perché comunque era una storia che già conoscevo, era il finale in chiave religiosa della storia.

Infine arriviamo a “Il delitto di Lord Arthur Savile”, dove mi aspettavo di trovare un giallo e invece Wilde ci sbatte in faccia il nostro essere creduloni e il farci abbindolare, tanto da commettere gesti e azioni di cui mai ci saremmo ritenuti capaci.

Ho avuto più sbalzi d’umore in queste 125 pagine che negli ultimi dieci libri che ho letto. Sicuramente da conoscere, perché io sono una fan dei classici, ma almeno per un paio di storie preparatevi ad avere con voi i fazzoletti e ad arrabbiarvi.

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