
“Il Mistero di Marie Roget” (Titolo Originale The Mystery of Marie Roget) è un racconto lungo scritto da Edgar Allan Poe e la versione che ho letto io è del 2011 edita da Giunti Demetra della collana Acquarelli.
Dello stesso autore abbiamo recensito “Le avventure di Gordon Pym“ e “Tutti i racconti“. Di alcuni racconti di Edgar Allan Poe abbiamo già parlato nell’”Antologia pirata” curata da Mauro Cotone.
Trama de Il Mistero di Marie Roget
Questo racconto tratta delle indagini svolte dall’investigatore Auguste Dupin per arrivare alla risoluzione dell’omicidio, per l’appunto, di Marie Roget.
La giovane è una ragazza molto bella che dopo essere scomparsa è trovata morta nella Senna.
Dufin per arrivare a scoprire come sono andati i fatti analizza i resoconti dei giornali e così facendo smonta tutte quante le false piste.
Ma soprattutto grazie alle sole testimonianze vere (e riconoscerle da quelle false sottolinea la sua bravura) potrà scoprire la verità a cui arriverà, esclusivamente, tramite l’analisi delle prove e delle deduzioni logica.
E come al solito anche in questo caso essendo un giallo mi fermo qua e non svelo altro.
Recensione
Questo racconto è il secondo della serie avente per protagonista Dupin e la differenza con il primo racconto (nda I delitti della Rue Morgue) oltre alla lunghezza sta nel fatto che svolge l’indagine, come anticipato, a distanza ed è questa secondo me la bravura sia del protagonista sia, ovviamente, di Poe.
E, pure in questo caso come nel precedente, sono spiegate alla perfezione passo per passo i pensieri e i motivi per cui si arriva alla soluzione.
Personalmente credo che, comunque, la conclusione della vicenda non sia, effettivamente, il finale della storia, ma forse è uno spunto per un altro inizio, non inizio della storia, ma delle indagini!
Cosa voglio dire?
Voglio dire che mi sembra che Edgar Allan Poe abbia scritto questo racconto con lo scopo specifico di sottolineare alcune lacune della polizia relativamente alla storia reale e indicare, quindi, la strada per delle altre indagini.
Concludo con una specie di curiosità.
Il racconto è stato, anche, adattato in una versione a fumetti nel 1970 da Guido Crepax



