“La ragazza dagli occhi di cenere” – Vule Žurić

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Voto redazione

4 stelle

Data di pubblicazione

14 Lug, 2021
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7

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Nuove proposte - Valerio Mottin

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“Tutti i personaggi e i luoghi menzionati nel romanzo sono esistiti nella realtà. Solo il narratore è stato inventato.” Questa è la frase all’inizio de “La ragazza dagli occhi di cenere” di Vule Žurić (Ed. Besamuci 2021) che avverte il lettore che quanto raccontato è basato su fatti e personaggi reali. Alcuni di questi sono citati nell’Enciclopedia popolare di Stanoje Stanojević, storico ed accademico serbo. Ringraziamo la casa editrice per la copia omaggio digitale.

Trama de La ragazza dagli occhi di cenere

Vule Žurić scrive questo romanzo storico nel 2018, col titolo “Peste e paura”, dopo un’attenta ricerca sull’epidemia di peste che colpì lo Srem (Serbia) nell’estate del 1795, quando la cittadina di Irig vide la prima vittima del terribile morbo. La malattia si presentò in concomitanza con l’arrivo in paese di una bellissima ragazza turca, con gli occhi di uno strano color cenere ed una veste bianca.

Per contenere il contagio venne istituita una commissione di esperti: il professor Schraud, il farmacista Ostali, il militare Milutinovic, il prefetto Lovas, il barone Pihler, il medico di Irig Budai, il parroco Vezilić. C’è poi un corollario di altre figure su cui spicca il cantastorie cieco Nedeljko suonatore di gusle. Sono questi personaggi che ci raccontano, a voci alterne, l’evoluzione della pestilenza e tutte le precauzioni messe in pratica con una precisione quasi di cronaca.

Alcune ci sono, ora e in questo ultimo anno e mezzo, molto note: il cordone sanitario attorno all’abitato, la separazione dei malati dai sani, l’isolamento, la sanificazione delle abitazioni, la disinfezione continua – ai tempi con l’aceto- delle mani, degli oggetti, degli abiti. Da questo punto di vista, pur essendo scritto in tempi non sospetti, è tristemente attuale; passano i secoli, migliorano la scienza e la farmacologia ma l’atteggiamento dell’uomo di fronte a certe emergenze cambia poco.

Recensione

La lotta alla pestilenza, tuttavia, si compone di contrasti tra la cura metodica e scientifica, la superstizione e la fede. Žurić, infatti, entra nella tradizione locale del tempo mostrandoci come le persone si fidassero più delle credenze popolari che della scienza. Infatti viene spontaneo chiederci perché, in italiano, il titolo sia stato reso puntando l’attenzione sulla ragazza dagli occhi di cenere. Chi è questa donna che, defilata, attraversa tutto il romanzo? Nel XVIII secolo si pensava che la peste fosse una donna vestita di bianco che saltava al collo delle persone, infettandole e conducendole alla morte. Il dottor Budai e il parroco Vezilić sono gli unici a conoscere la verità, per scoprirla non resta che leggere questo breve romanzo.

Il popolo di Irig appare indisciplinato, insofferente alle restrizioni, più fiducioso nelle reliquie dei santi che nella medicina. Per l’archimendrita, i sacerdoti, i patriarchi, la peste era la punizione divina ai peccati terreni, e a salvare i mortali poteva intercedere il patrono di Irig, Teodoro Tirone martire, a cui gli abitanti e il parroco si votavano  per la salvezza delle anime.

Spinta da curiosità, ho cercato la storia del martire scoprendo che, oltre ad essere patrono di Brindisi, lo è stato di Venezia prima di San Marco. L’esarca Narsete, infatti, avrebbe diffuso a Venezia nel VI secolo il culto del Teodoro venerato ad Amasea e festeggiato il 9 novembre e una piccola chiesa a lui intitolata sarebbe esistita fin dal VI secolo nell’area attualmente occupata dalla basilica di San Marco. A Venezia fu invocato come patrono sino al XIII secolo, poi affiancato da san Marco. Insomma, quello che a Venezia è conosciuto come San Tòdaro.

L’autore

Vule Žurić, classe 1969, è un autore che ha all’attivo più di dieci romanzi, critiche letterarie, radiodrammi; è considerato uno dei più brillanti scrittori serbi contemporanei, ma in Italia sono arrivati solo un paio di titoli. Merita attenzione senza dubbio, e spero che questa casa editrice pugliese continui col suo impegno a farcelo conoscere meglio.

Chiara Carnio

Amanti dei libri

Recensore

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1 commento

  1. carlo neri

    ott ima iniziativa

    Rispondi

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