“La repubblica dei cuochi” – Guia Soncini

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Voto redazione

3 stelle

Data di pubblicazione

30 Ago, 2021
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7

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Capita, a volte: si trovano libri capaci di esprimere, e magari anche di confermare, le convinzioni sociali, politiche, culturali o d’altro tipo, che ci stanno a cuore. Di recente sono inciampato proprio in uno di questi libri. Lo ha scritto la giornalista Guia Soncini, secondo la quale l’Italia è “La Repubblica dei cuochi” (Bologna, Il Mulino, 2015).

Una repubblica fondata sulla cucina

Fin dal risvolto di copertina si capisce che aria tiri:

Una volta si chiamava «far da mangiare»: era un’attività a conduzione familiare. Poi si cominciò a dire «cucinare», a chiamare il cibo «food» e i cuochi «chef». E fu distrutturato, e fu impiattato, e fu una religione con rituali dai nomi strani ma familiari anche ai miscredenti: il culto è così pervasivo che gli atei sanno a memoria la liturgia del «servito nel suo letto di». In televisione si spadella a tutte le ore, cerchiamo l’etichetta «biologico» come fosse un Graal, e se non conosci il pistacchio di Bronte non puoi avere una conversazione intellettualmente rispettabile. Come abbiamo fatto a ridurci così?”

Chi volesse darle torto, faticherebbe mica poco. Perché, se ci riflettiamo, sembra che in questo paese si pensi a fare due sole cose, almeno a giudicare dai palinsesti televisivi: cantare e cucinare. Salvataggio di locali che vanno a catafascio. Ricette proposte da cuochi e casalinghe. E molto altro ancora. Tanto che uno finisce per chiedersi: ma se tutti cucinano, chi mangia?

Per questo l’autrice arriva ad affermare:

Poi venne l’era della gastrocrazia: diventammo una repubblica confessionale fondata sul culto dei cuochi

Sette più uno

Guia Soncini sviluppa le proprie argomentazioni nello spazio di sette capitoli e un intermezzo. E lo fa con un linguaggio scorrevole e brillante, che non risparmia niente e nessuno.

Soprattutto, rimarca la differenza tra la cucina odierna e quella di una volta:

Nel secolo scorso non era così. D’altra parte era il Novecento, un secolo in cui si faceva da mangiare. Ora si cucina. Non lo sentite – come suona più serio, più rispettabile, più sacro?
In principio fu il verbo, e il verbo era
cucinare.”

Questo ha portato al centro della ribalta i cuochi. Gente di cui nemmeno si sospettava l’esistenza, a meno di non occuparsi del settore per mestiere oppure per passione. Secondo l’autrice

Ci sono due tipi di cuochi famosi. Quelli famosi per come si mangia nei loro ristoranti, e quelli famosi perché stanno in tv.”

Ed è assolutamente vero. Tutto ciò, fra le altre cose, ha contribuito a generare un fenomeno che Guia Soncini definisce gastrofighettismo: consiste, se ho capito bene, nel posizionarsi culturalmente mentre ci si sfama. Il fatto stesso, cioè, che tu mangi determinate cose in determinati posti o preparate da determinati chef, ti colloca all’interno di un contesto preciso e inequivocabile.

Una di noi

Potremmo, volendo, concludere che Guia Soncini è una di noi. Nel suo libro, infatti, troviamo quello che molti pensano riguardo a cosa stia diventando oggi la cucina: l’arte di imporre al pubblico un certo modo di trattare il cibo. Compresa l’ossessione per l’impiattamento, che potremmo considerare una sorta di origami culinaria: vale a dire, la sistemazione estetica della pietanza in piatti piani e fondine.

Con queste parole l’autrice sintetizza l’attuale situazione:

Si conoscono tutti, e si difendono contro il mondo esterno, quello abitato da noialtri che prima o poi urleremo che il re è nudo e che un piatto di pasta è solo un piatto di pasta”

Ve l’avevo detto che è una di noi.

Enrico Cantino

Recensore

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Enrico Cantino dovrebbe aver superato la cinquantina, ma non ne è sicuro nemmeno lui. Ha una laurea in materie letterarie, un blog su Tumblr e svariate passioni: i gatti, la scrittura, la lettura, i cartoni animati (giapponesi, in particolare), i "filmacci" come li chiama lui (horror, azione, demenziale, fantascienza, ecc. ma non disdegna qualche pellicola "seria"). Ha pubblicato con Mimesis, casa editrice di Sesto San Giovanni, sei libretti sulle serie animate nipponiche suddivise per generi: robottoni, eroine, guerrieri, sport di squadra, maghette, rapporti di coppia. Può darsi riesca anche a pubblicare qualcos'altro. Adesso vede.

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