“La via dei topi” – Emilio Barbarani

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Voto redazione

Data di pubblicazione

31 Mar, 2020
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7

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Pubblicato da Ianieri nel 2019, il romanzo affronta un tema interessante e molto, troppo poco discusso, ovvero la vita dei gerarchi nazisti scampati al processo di Norimberga. In effetti sarebbe una bella favola credere che tutti siano stati arrestati, processati e condannati, ma è lecito supporre che non sia andata proprio così.


Trama

copertina la via dei topiSiamo in Argentina, negli anni settanta, il console italiano protagonista e io narrante del romanzo è appena arrivato a Buenos Aires. Non è la prima volta che si trova nel paese sudamericano, la sua famiglia emigrò in sud America quando lui era poco più di un bambino e sembra che proprio questa sua esperienza d’infanzia lo abbia predestinato a ricoprire l’incarico di console.

Verrà presto avvicinato da alcune personalità piuttosto ambigue, che gli chiederanno di rintracciare l’Ufficiale, uomo la cui identità è sconosciuta, sembra sia finanziato dall’Unione Sovietica per rintracciare alcuni gerarchi nazisti riusciti a scappare dopo la disfatta nazista.

Recensione La via dei topi

Il romanzo non ha una trama che si dipana in modo fluido, l’ho trovato interessante nella parte iniziale, ma la prosecuzione della lettura è stata pesante e deludente, soprattutto nella parte finale. Gli eventi sono troppo lenti, l’attenzione si disperde, a causa anche della complessità dell’intreccio politico e di relazioni internazionali. Pur trovando molto interessante questo intreccio, lo avrei apprezzato di più se fosse stato presentato in modo più semplice.

È come se tale complessità indirizzasse il romanzo a una platea di lettori ben definita, ma molto limitata, una platea di cui sento di non fare a parte, pur essendo amante di romanzi storici.

Apprezzo sempre molto i romanzi narrati in prima persona, in cui questo caso è doverosa, visto che l’autore è stato un diplomatico e attinge forse quanto dalla sua esperienza quanto dalla sua fantasia. Davanti a un io narrante ho sempre la sensazione che il protagonista, con la sua onniscienza mi dia qualcosa in più oltre alle parole che sto leggendo, in questo l’autore è stato davvero molto bravo.

Adelaide Landi

Adelaide Landi

Recensore

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Mi piace leggere sin da quando ero bambina, nei ricordi più belli della mia infanzia ci sono libri con copertine colorate: Heidi è stato ovviamente il primo, poi Piccole donne e tutti i seguiti (di cui ricordo poco, i seguiti di un capolavoro deludono sempre), Il giardino segreto. La penna mi ha sempre chiamato almeno quanto i libri, ma non me ne sono accorta finché per caso o semplicemente perché era giunto il momento che io lo capissi, mi è stato chiaro che adoro scrivere almeno quanto adoro leggere. Mi piacciono i romanzi storici, penso che capire quello che è stato aiuti a comprendere quello che è. Scelgo un libro da leggere se penso che la sinossi stia cercando di dirmi qualcosa, in ogni libro c'è un messaggio che spera di raggiungere al più presto i suoi destinatari.

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