“Lacci” – Domenico Starnone


Voto: 4 stelle / 5

“Lacci” di Domenico Starnone è il primo capitolo di una trilogia, seguito da “Scherzetto” e “Confidenza”. Edito da Einaudi nel 2014, Lacci è diventato anche un film, uscito nelle sale il 30 settembre 2020, con la regia di Daniele Lucchetti e interpretato da Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno. Dello stesso autore abbiamo recensito anche “Vita mortale e immortale della bambina di Milano“.

Trama di Lacci

Aldo e Vanda si sono sposati presto e presto sono arrivati Sandro e Anna. Quando conosce Lidia, Aldo mette in discussione tutto quello in cui ha sempre creduto: il matrimonio e la paternità gli sembrano una prigione. Aldo fugge, slega i lacci di una vita che non sembra appartenergli più, rinnega le sue responsabilità e sceglie di essere l’uomo che non può essere con una moglie e due figli.

Recensione

E’ molto intenso questo breve romanzo dell’autore napoletano. Si legge con facilità e facilmente si ritrovano sensazioni, stati d’animo vissuti o comunque comprensibili a chi vive un rapporto da diversi anni. La coppia viene messa a nudo da mani che ne sanno analizzare in maniera eccelsa le fragilità e il lettore si trova a condannare e comprendere Aldo con le sue comuni debolezze, mentre nutre un riverente rispetto per questa donna che ha scelto di essere madre ed è destinata, come spesso accade, a non poter essere nient’altro.

La complessità di un tema comune messo sotto la lenta della semplicità, nessun aspetto sfugge a Starnone, non c’è punto di vista che manchi all’appello nell’analisi delle dinamiche familiari, nemmeno quello dei figli, personaggi ombra nel loro dramma infantile, diventati adulti, conosciamo il loro punto di vista e il loro essere vittima si palesa in tutta la sua drammaticità.

Essendo campana, ho colto subito tutti gli elementi caratteristici che contraddistinguono la nostra cultura in cui c’è un’idea di famiglia molto radicata, un ideale di realizzazione che non esclude i legami familiari, la responsabilità materna che, per una donna, spesso esclude la possibilità di assumerne altre.

Consigliato a chi ama i romanzi apparentemente semplici.

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