“I nomi epiceni” – Amélie Nothomb

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Voto redazione

Data di pubblicazione

26 Mar, 2019
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7

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Con “I nomi epiceni”, in libreria da febbraio 2019, Fabienne-Claire aka Amèlie Nothomb propone al pubblico vecchio e nuovo una storia di vendetta, che al Conte di Montecristo gli fa un baffo.


L’odio è parente prossimo dell’amore”

Copertina del romanzo i nomi epiceni di Nothomb

La trama de I nomi epiceni

Il libro si apre con un dialogo apparentemente ermetico ma chiarissimo: lui e lei hanno appena fatto l’amore, ma lei gli comunica che fra due giorni sposerà un altro. E siccome “la collera è preziosa, protegge dalla disperazione”, al lui di turno non passa tanto presto. Si dice che la vendetta è un piatto da consumare freddo… perciò non ci stupiamo più di tanto quando scopriamo che possono passare anche vent’anni per cercare di presentare il conto.

 

Il punto

Può un odio generare amore? L’autrice belga torna in Italia grazie a Voland, casa editrice indipendente che ha pubblicato i suoi altri 26 romanzi e alla traduttrice Isabella Mattazzi. È il primo libro della Nothomb al quale approdo. Non so se avrei mai scoperto questa autrice se non ne fosse stata organizzata la lettura condivisa dal gruppo Facebook “Billy il vizio di leggere”, fondato e condotto dal critico letterario Angelo Di Liberto. Lo stesso Di Liberto ha curato la redazione di questo romanzo insieme all’editrice Daniela Di Sora.

Poco più di cento pagine e un’edizione in copertina flessibile rendono questo libro fruibilissimo e anzi divorabile nel tempo di un viaggio in treno, comodo da tenere in borsa o in zaino. Conosciamo i personaggi attraverso le loro azioni e le loro frasi, specie quelle che non compiono e non dicono. Ci viene permesso di guardare le cose attraverso il cuore di una giovane donna che ha conosciuto sia l’amore sia l’odio e si trova intossicata da entrambi. Abbiamo la possibilità di scoprire anche che, come esiste un amore incondizionato, può esistere anche un odio puro.

La lettura procede snella, i ritratti dei personaggi appaiono necessari e tutte le parole sono al loro posto: di tutto il libro avrei tolto solo una frase, una soltanto. Il punto di debolezza del libro è… che dura troppo poco.

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Cristina Mosca

Recensore

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moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

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