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Piccolo omaggio a Douglas Adams

Ho scoperto Douglas Adams grazie al consiglio di un’amica

Più che una recensione, questo è un omaggio. A uno scrittore che ho scoperto dietro consiglio di un’amica. Sapeva che mi piace la fantascienza, anche se non la leggo più con la stessa frequenza di quando ero ragazzo. Prova a comprare Guida galattica per gli autostoppisti, mi ha detto. Io ho provato. Ed è stata una folgorazione.

 

Una saga folle e divertente

copertina guida galattica per gli autostoppistiUna saga composta da cinque romanzi. Nell’ordine: Guida galattica per gli autostoppisti; Ristorante al termine dell’Universo; La vita, l’Universo e tutto quanto; Addio, e grazie per tutto il pesce; Praticamente innocuo. Ci sarebbe anche un sesto romanzo. Ma non l’ha scritto lui. E per me personalmente non conta.

Il pretesto narrativo da cui comincia tutto è la costruzione di un’autostrada. Come illustrato da un burocrate alieno:

i piani per lo sviluppo delle zone più remote della Galassia richiedono la costruzione di un’autostrada iperspaziale che attraversi il vostro sistema solare, e purtroppo il vostro pianeta è uno di quelli che è necessario demolire.

 

Detto in termini spicci, della Terra si può tranquillamente fare a meno. I lavori debbono proseguire. A ogni costo. Con tutto quello che può conseguirne e ne conseguirà.

Lo scintillante multiverso di Douglas Adams contempla tutta una serie di assurdità, allestite con la bonaria innocenza che solo un Creatore di Mondi può vantare: intelligenze depresse, burocrati intergalattici, creature con più di una testa, e molto altro.

Senza contare l’abilità dello scrittore nel descrivere in maniera irresistibile situazioni e personaggi. Le battute divertenti si sprecano: la loro forza dirompente risiede nella semplicità e nella noncuranza con cui vengono porte al lettore.

Il lettore ride perché si rende conto che, come nel caso delle Cronache marziane di Ray Bradbury, lo scrittore in realtà sta parlando della Terra e delle sue problematiche. Il Cosmo non è che il riflesso del nostro mondo.

 

Douglas Adams: una scomparsa prematura

Adams non ha scritto molto, prima di essere stroncato da un infarto a soli quarantanove anni: tre romanzi dedicati alla figura del bizzarro investigatore privato Dirk Gently (Dirk Gently. Agenzia di investigazione olistica; La lunga oscura pausa caffè dell’anima; Il salmone del dubbio, incompiuto) e qualche altra cosa.

Ciò nonostante, ha lasciato una traccia profonda in chi nutre uno sviscerato amore per le Letture Intelligenti. In chi ama quelli che non si prendono troppo sul serio ed è curioso di scoprire come finirà ciò che sta leggendo. L’aria fresca è merce rara. Specie nell’affollato carnaio delle Lettere. Dobbiamo averne cura, conservarla e diffonderla. A prescindere dei generi.

A me personalmente Douglas Adams manca. Per le risate che avrebbe potuto ancora rubarci. E non solo.

Maurice Barrès affermò nel 1888: Il senso d’ironia è una grande garanzia di libertà.

Con Adams possiamo sentirci liberi.

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