
Linda Miante firma Piccola biografia di periferie, libro edito da De Ferrari Editore nel 2024 e già ristampato nel 2025. Una raccolta poetica che, tra ombre urbane e bagliori interiori, dà voce alle periferie visibili e invisibili.
Tre momenti poetici che si intrecciano come sentieri di resistenza e disvelamento dei misteri della vita.
Un esordio intenso e coraggioso, capace di scalfire cuore e mente del lettore.
Trama di Piccola biografia di periferie
Piccola biografia di periferie, giunta alla sua seconda ristampa, si compone di tre momenti poetici (Sentieri liminali, Ordalia, Lux orta est iusto) – che indagano le tensioni fra luce e oscurità, molteplicità e unicità, sogno e realtà. I testi restituiscono un ritratto vivido della «maledetta città» (richiamo a Il gabinetto del dottor Caligari), rappresentata come un «rocchetto di inganno e sopravvivenza», luogo dove le aspirazioni si infrangono contro una quotidianità dura e opprimente. La raccolta diventa così un atto di resistenza in versi – forse persino politico – e al contempo un tentativo di varcare la soglia dell’apparenza.
Ad arricchire il volume vi è la prefazione di Andrea Galgano, poeta, narratore e critico, che propone un’analisi accurata, sottolineandone i nuclei più significativi. L’autrice stessa offre una personale guida alla lettura. In quarta di copertina compare anche la voce della giornalista Sara Erriu, collaboratrice de la Lettura del Corriere della Sera. In copertina compare un dettaglio dell’opera Suono ottico (2008) di Federico De Caroli, in arte Deca – musicista, compositore e artista – capace di restituire l’atmosfera sospesa e a tratti brutale evocata nelle poesie.
L’autrice è nata a Savona nel 1995. Dopo la laurea in Lettere Moderne presso l’Università di Genova, ha intrapreso l’attività giornalistica, collaborando come inviata per un’emittente televisiva ligure. Attualmente lavora nell’ambito della comunicazione istituzionale, musicale e culturale, oltre a curare l’organizzazione di eventi legati al panorama artistico.
Recensione
La banalità viene lasciata fuori dalle pagine di questa breve raccolta. Piccola biografia di periferie colpisce per la capacità di Linda Miante di trasformare in poesia luoghi e sensazioni che spesso restano invisibili, come tante delle persone da lei raccontate. La sua voce attraversa la città con sguardo disincantato ma profondamente umano (e maturo per la sua giovane età). Mostra le crepe, i contrasti e le piccole luci che, comunque, resistono all’ombra.
Ho trovato particolarmente riuscito l’equilibrio tra durezza e delicatezza: da un lato il ritratto di una realtà soffocante, dall’altro il tentativo di aprire varchi verso il sogno e la speranza. È una raccolta che non si limita a descrivere, ma invita a sentire, a prendere parte, a guardare la periferia — esterna e interiore — come un luogo da cui può nascere resistenza e bellezza. Un esordio che lascia il segno e che, a mio avviso, segna l’inizio di un percorso poetico molto promettente.
Aldo Floris



