“Quando Borg posò lo sguardo su Eve” – Annarita Petrino

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Voto redazione

Data di pubblicazione

3 Gen, 2020
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7

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Appassionata da sempre di fantascienza e formatasi con la narrativa di Isaac Asimov, alla fine del 2019 l’autrice abruzzese Annarita Stella Petrino dà alle stampe un nuovo romanzo: “Quando Borg posò lo sguardo su Eve”, edito da Tabula Fati nella collana Sci-Fi Collection.


La trama di Quando Borg posò lo sguardo su Eve

quando borg posò lo sguardo su eve copertinaSiamo in un futuro distopico neanche troppo lontano, che per alcuni versi ricorda quello di “1984”. Il rapporto tra le macchine e gli uomini si è capovolto e questi ultimi sono i servi dei borg, una nuova razza nata dall’implementazione artificiale dell’umana. Come nel romanzo orwelliano, il governo passa attraverso il controllo della dimensione privata e il divieto di amare; riprodursi diventa fuori legge. Ma non è solo questo il punto. Si stanno innescando dei moti rivoluzionari e Lilandra si trova in pericolo. Inizia così un viaggio di formazione in cui deve riuscire a salvare non solo se stessa ma un intero sistema sociale.

Recensione

Anche chi è a digiuno di letteratura fantascientifica può apprezzare “Quando Borg posò lo sguardo su Eve”. L’architettura del romanzo permette di orientarsi tra schieramenti e personaggi avendo molte chiare le ambientazioni. Lo stile di Annarita Stella Petrino è molto visivo, ricco di dettagli e colori, e permette un’immedesimazione efficace.

“I capelli biondi e ricci ondeggiavano al vento e gli occhi verdi risplendevano nella luce del tardo pomeriggio. (…) I suoi stivaletti di cuoio nero bollito con il tacco rinforzato assunsero un curioso colorito bronzeo a causa della terra del viale, che era di un rosso acceso”.

Ammiriamo il carattere volitivo della protagonista e troviamo interessanti le riflessioni che scaturiscono da alcune dinamiche. La tecnica che si apprezza di più dell’autrice è proporre alcuni pensieri non fini a se stessi ma con cognizione di causa: sono i personaggi a indurci ad alcuni ragionamenti, quando parlano per esperienza vissuta. Siamo di fronte a un ordine costituito che si può scegliere di sovvertire oppure di migliorare. Da che parte ci mettiamo?

È bastato un atto di amore perché tutto cambiasse… di nuovo”

Nel romanzo di Annarita Stella Petrino i borg sono arrivati alla quinta generazione perché, nell’esercizio del controllo di governo così come nei piani che facciamo nelle nostre vite, non si è tenuto conto di una variabile fondamentale: il fattore 347, l’amore. Cosa vuol dire, allora, seguire i propri istinti quando essi sono proibiti? Com’è possibile conoscersi a fondo quando si vive in un posto che non ti vuole accettare per come sei?

L’ambientazione corre da qui a un centinaio di anni ma i temi sono assolutamente attuali: discriminazione, accoglienza, diversità, e quel confine sottile che passa tra i giochi e gli abusi del potere.

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Cristina Mosca

Recensore

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moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

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1 commento

  1. Annarita

    Grazie di cuore, questo libro per me significa molto!

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