“Scorciatoie e raccontini” – Umberto Saba

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Voto redazione

4 stelle

Data di pubblicazione

26 Apr, 2022
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Molti conoscono il “Canzoniere” di Umberto Saba, pochissimi il corpus della sua produzione in prosa tra cui “Scorciatoie e raccontini”, un piccolo gioiello per gli amanti dei tesori nascosti. Pubblicato nel 1946, ignorato o quasi da critica e pubblico, contiene quasi 150 aforismi che, a partire da un dettaglio rivelatore, illuminano in maniera fulminea la verità nascosta dietro le apparenze. Dal 2011 è di nuovo sul mercato tramite le edizioni Einaudi.

Di Umberto Saba abbiamo recensito anche “Ernesto“.

Cos’è Scorciatoie e raccontini

Umberto Saba parte dal presupposto che il mondo sia dominato dall’inautenticità sotto la quale si celano verità semplici che il lampo della conoscenza mette a fuoco, senza ipocrisie. La struttura di “scorciatoie” e di “raccontini” è la seguente: un’osservazione banale è accompagnata da un’interpretazione imprevedibile e spiazzante. La scorciatoia è la via brevissima che congiunge il fatto al suo significato. Un esempio per tutti:

“Scorciatoia n. 101. Con quei baffetti sotto il naso e quella smorfia facciale, come fiutasse sempre… un cattivo odore. […] Si chiama paranoia”

In questa scheggia ritrattistica, risalente al 1933, intitolata “Dio dei tedeschi”, Saba rilegge il nazismo in chiave psichiatrica. La paranoia, infatti, è un grave disturbo della personalità che rende il soggetto incapace di confrontarsi con la realtà; spesso si manifesta in manie di grandezza o di persecuzione. Nello specifico il cattivo odore non proviene dall’esterno, in quanto frutto di paranoia. Questo esempio basti per dimostrare che la riflessione di Saba rifiuta ogni sistematicità per affrontare temi diversi.

Recensione

Lo stile è asciutto ed efficace, i modelli riconosciuti sono Nietzsche e Freud. Dal primo viene ripreso il rifiuto della morale tradizionale, intesa come blocco di false convinzioni. Dal secondo il metodo di interpretazione analitico fondato sul dubbio, sull’indagine e sull’interesse per particolari che sembrano marginali.

Una lettura impegnativa per fini lettori o semplicemente per chi vuole curisare nelle nicchie del Novecento.

Isabella Fantin

Recensore

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Laurea in Cattolica, docente alle Superiori, vivo a Milano nel tormento della movida e mi rifugio nella pace della Toscana.

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