“Storia di una capinera” – Giovanni Verga

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Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

23 Lug, 2021
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7

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Giovanni Verga, pietra miliare del Verismo e dell’intera letteratura italiana, compose “Storia di una capinera” nel 1869 e l’opera venne poi pubblicata nel 1871. Il romanzo segnò l’inizio del successo letterario dello scrittore, anche grazie ad una vocazione romantica che, unita alla ricerca del “vero”, elemento essenziale del suo pensiero, servirà a edificare la sua intera produzione letteraria, che porterà ai suoi grandi capolavori: “I Malavoglia” e “Mastro Don Gesualdo”. Sul nostro sito abbiamo commentato sei novelle: scopri quali.

Trama de Storia di una capinera

In una lettera del 1869, Verga confessa che il titolo del romanzo è dovuto all’immagine che ebbe un giorno di una povera capinera chiusa nella sua gabbia. Timida, triste, malaticcia, guardava il mondo con occhio spaventato. Fu trovata morta perché “soffriva di altro che non fosse la sete e la fame.”

Quando l’autore venne a conoscenza della storia di una fanciulla infelice, costretta a prendere i voti in maniera forzata, ripensò alla povera capinera . Nacque così il personaggio di Maria, orfana di madre, chiusa in convento fin dall’età di sette anni, per volere della matrigna. A causa di un’epidemia di colera, la giovane lascia per un breve periodo le mura del monastero e trascorre qualche settimana in famiglia, insieme al padre e alla sua nuova famiglia.

Qui riscoprirà le piccole gioie quotidiane, le corse nei campi, il canto degli uccelli, il profumo della libertà e i primi turbamenti d’amore nei confronti del giovane Nino.

Se tu potessi vedere codesti monti, al chiaro di luna o al sorgere del sole, e le grandi ombre dei boschi, e l’azzurro del cielo, e il verde delle vigne che si nascondono nelle valli e circondano le casette, e quel mare ceruleo, che luccica laggiù, lontan lontano, e tutti quei villaggi che si arrampicano sul pendio dei monti!”

La situazione, però, non sarà facile da affrontare e una serie di sventure feriranno il cuore di Maria , facendola sprofondare nello sconforto e nella tristezza più nera.

Recensione

Il romanzo “Storia di una capinera” è scritto in forma epistolare. Il lettore entra così direttamente nell’animo di Maria, conosce le sue emozioni, partecipa alle sue sofferenze. Straordinaria è, infatti, la capacità di analisi e introspezione psicologica. Maria rappresenta la purezza dei sentimenti, la gioia di vivere, la semplicità e la dolcezza. Dalle sue parole non trapela mai odio o rancore, nonostante si intuiscano le sofferenze patite dalla fanciulla da parte della matrigna.

Puro e spontaneo è anche il sentimento che comincia a nascere in lei nei confronti di Nino, accompagnato da terribili sensi di colpa per la sua condizione di educanda. Marianna, sua compagna nel monastero e destinataria delle lettere, diventa testimone inconsapevole, depositaria dello sconvolgimento emotivo che Maria sta vivendo.

E’ partito! E’ partito! sotto la mia finestra ho visto sul suolo molle di pioggia e bianco di neve le sue orme…l’ultime sue orme!…Il suo piede vi si è posato, la sua mano ha toccato questo davanzale…egli è stato lì! lì! Quest’aria lo ha circondato e tutto quello ch’io veggo l’ha veduto!…e ora non c’è più…nulla, nulla!”

L’azione è ridotta al minimo, l’intera vicenda è costruita intorno al tormento e allo struggimento interiore della protagonista. Splendide le descrizioni della natura siciliana, con l’Etna che, potente e maestoso, domina sulla campagna circostante.

Verga è riuscito a descrivere in maniera magistrale sia l’ambientazione del romanzo, sia i patimenti della fanciulla, i suoi dubbi laceranti ed i suoi sensi di colpa con una sensibilità straordinaria. Si intuisce anche la sua visione pessimistica della vita, allorché risulta chiaro che non c’è possibilità di fuga dalla realtà e il finale drammatico lo sancisce inesorabilmente.

Nonostante la distanza temporale che sembra porre il romanzo in un tempo a noi lontano, i sentimenti che esprime, la dolcezza, le emozioni e la sensibilità mostrata lo rendono unico e sempre attuale.

Consigliato a chiunque voglia scoprire i grandi autori della letteratura italiana sotto una luce nuova, più viva, palpitante e moderna.

Antonella Covelli

Recensore

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Moglie e madre per amore, insegnante per vocazione. Nel (poco) tempo libero rimasto amo leggere e scrivere, passioni che coltivo sin da bambina. Sono affascinata da tutto ciò che riguarda l’arte e la cultura in genere e amo spaziare dal mondo classico agli autori contemporanei. Ho sempre la trama di un romanzo in testa…chissà quando riuscirà a prendere vita…

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