“Tempesta di neve e profumo di mandorle” – Camilla Läckberg

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Voto redazione

Data di pubblicazione

18 Set, 2020
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7

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“Tempesta di neve e profumo di mandorle” è un libro di Camilla Läckberg, che anche se ha come protagonisti i personaggi già incontrati nella serie di Patrik ed Erica, non fa parte de “I delitti di Fjällbacka”.

Scritto nel 2007 con il titolo originale di “Davvero una dannata giornata” e poi successivamente nel 2013 con il titolo “Profumo di omicidio e mandorla”, è stato pubblicato in Italia direttamente nell’ultima versione nel 2015, è composto da 157 pagine e fa parte del genere thriller. Della stessa autrice abbiamo recensito anche “Il predicatore” e “Il segreto degli angeli“.


Trama di Tempesta di neve e profumo di mandorle

tempesta-neve-lackberg-copertinaMartin Molin è stato invitato dalla sua ragazza a trascorrere un weekend prenatalizio con la sua famiglia, per conoscerli, su un’isola.

Alla cena sono presenti i genitori, il fratello, lo zio paterno con moglie e figli e il nonno.

Durante la cena si scatena una tormenta di neve che li bloccherà all’interno del rifugio, facendo purtroppo assistere Martin al lancio di frecciatine che fanno notare i dissidi all’interno della famiglia, e all’omicidio del nonno causato da avvelenamento da arsenico.

Bloccati insieme e con il sospetto che un proprio parente possa essere un omicida, Martin si troverà a dover indagare per smascherare il colpevole ed evitare che possa mietere altre vittime.

Recensione

Il libro è formato da cinque storie: le prime quattro durano poche pagine e servono a far riflettere il lettore, l’ultima occupa l’ultima metà del libro ed è un racconto thriller (quello che ho riassunto nella trama). Le prime storie parlano di sospetto e senso di colpa, paura, violenza sulle donne, avidità, cattiveria e bullismo.

Devo inoltre dire che la prima mi ha lasciato un vago senso di malessere, un peso sullo stomaco come se fossi io la colpevole, e la Läckberg è brava a farti immedesimare nei suoi personaggi, facendoti provare le loro stesse sensazioni.

Per quanto riguarda l’ultima storia, mi stupisco di non essere arrivata alla soluzione del colpevole da sola, considerando quanti episodi del “Detective Conan” ho visto e che la soluzione sia stata usata qualche volta in questo anime (anche se non identico, ma molto simile).

Molto bello, tra l’altro essendo piccolo si legge in un paio di giorni.

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Vanessa Mele

Recensore

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Già da piccola desideravo più di ogni altra cosa imparare a leggere, spinta anche da mia madre, e da quando ho imparato non ho più smesso di leggere: per me significa sognare, volare, immergermi in storie che mi portano ovunque anche se fisicamente rimango ferma, mi aprono mondi che a volte mai avrei pensato di trovare. Mi piace anche guardare serie tv, e se devo vederne una tratta da un libro, preferisco sempre prima leggere la storia e solo successivamente guardarla sullo schermo.

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