
“Il gioco delle tre carte” è il secondo volume della serie avente per protagonista il gruppo del Barlume di Pineta, scritto da Marco Malvaldi. E’ stato pubblicato, per lo meno il libro che ho letto io, nel 2011 da Sellerio Editore Palermo.
Di Marco Malvaldi abbiamo recensito anche “La briscola in cinque“, “La misura dell’uomo“, “Argento vivo” e “A bocce ferme“.
Trama de Il gioco delle tre carte
Il racconto si svolge sempre a Pineta che è una località di mare immaginaria seppur l’autore ci dica essere nella provincia di Pisa e, quindi, Toscana.
Ritroviamo ancora Massimo Viviani, il barrista, la sua aiutante Tiziana che è anche una giovane di bell’aspetto e i quattro vecchietti arzilli che sono soprannominati “l’asilo senile”.
Durante un congresso in cui partecipa anche Massimo con Aldo (nda quest’ultimo è il più “giovane” dei vecchini, nonché titolare dell’Osteria Boccaccio) in quanto curatori del catering muore un cinese che è, anche, uno dei congressisti.
E Il centro della vicenda, così da poter capire il movente dell’omicidio, sembra essere il computer portatile dell’assassinato che però, all’apparenza, sembra non contenere nulla di utile!
Ma sarà davvero così? Oppure no?
E qui mi fermo altrimenti perché dovresti leggere il libro se ti racconto tutto io?
Recensione
E’ un romanzo in chiaro stile “commedia all’italiana” che si legge con piacere in quanto ha uno stile scorrevole e le duecento pagine circa, volendo, si potrebbero anche leggere tutto d’un fiato.
La trama non risulta ne banale ne tanto meno noiosa si sviluppa con una certa logica e ogni sviluppo risulta ben motivato e altrettanto ottimamente ben spiegato.
Preciso che lo trovo migliore del precedente in quanto mi sembra che la trama sia meglio strutturata rispetto al precedente romanzo (mi piace fin da subito) oppure, forse, sono io che, semplicemente, sarò entrata nell’ottica del Malvaldi?
Voi cosa ne dite?
Tuttavia leggerò ancora, quanto meno, un altro libro di questa seria in quanto mi mette di buon umore e un po’ di allegria e spensieratezza, di questi tempi, non è certamente male!



